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C’è l’Opa su Cerved Pignataro fa il bis nella corsa ai dati dopo la mossa Cedacri

Milano Sale la febbre a Piazza Affari, dove sono in corso tre Opa, ovvero Offerte pubbliche di acquisto su società quotate.

La più rilevante è quella lanciata ieri mattina dal riservatissimo Andrea Pignataro, 50 anni, bolognese di nascita ma da molto tempo sulla piazza di Londra, prima come trader ora come gestore del fondo Ion, da lui fondato 22 anni fa. Pignataro attraverso Castor ha offerto 9,5 euro per ogni azione di Cerved, il colosso italiano della gestione dei dati aziendali. Un’offerta da 1,885 miliardi di euro che ha fatto schizzare in alto il titolo Cerved (+19,5 per cento), che si è allineato al prezzo dell’offerta (9,55 euro).

Ma oltre a questa a Piazza Affari sono in corso altre due iniziative, una della statunitense Gowan che domenica ha lanciato un’offerta su Piemme, holding che controlla la quotata Isagro; l’altra del Crédit Agricole che a novembre ha lanciato la sua proposta di acquisto sul Credito Valtellinese. La rinnovata vivacità di Piazza Affari è testimone di un momento delicato, dove le concentrazioni industriali contribuiscono a far superare gli effetti di una crisi pesantissima, oppure dischiudono le porte al futuro prossimo. Come nel caso di Pignataro, che solo la scorsa settimana attraverso Ion aveva messo le mani su Cedacri, l’ex centro di elaborazione dati delle Casse di risparmio italiane. A vendere, in quella occasione, furono il Fondo Strategico Italiano (Fsi, 27,1%), Banca Mediolanum (15, 6%),Cassa di Risparmio di Asti (11,1%), Banco di Desio e della Brianza (10,1%), Bper (7,5%) e altri dieci tra banche e assicurazioni.

Stavolta Pignataro con Castor si rivolge direttamente al mercato, offrendo un premio pari al 34,9% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni alla data del 5 marzo. L’Opa ha come obiettivo il delisting della società quotata a Piazza Affari e controllata da una serie di fondi. Castor ha annunciato che intende far fronte alla copertura finanziaria mediante l’utilizzo di mezzi propri. Ma al fianco di Pignataro, che acquisendo Cerved moltiplicherebbe la massa critica nel settore oggi controllata con Cedacri, si muove anche il fondo sovrano di Singapore, che controlla il 10% di Castor, oltre al Fondo Strategico Italiano guidato da Maurizio Tamagnini, che si impegnerà per 150 milioni di euro e che è stato partner anche nell’acquisizione di Cedacri.

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