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Cdp,blitz di Renzi “Pronte 5 nomine e il cda decadrà”

«Gli attuali vertici hanno fatto un buon lavoro, ma dobbiamo per forza nominare cinque persone nuove, per motivi tecnici, e questo fa decadere il consiglio di amministrazione, pensiamo a interventi per fare Cdp più forte nelle partite del Paese». Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, come previsto spinge sull’acceleratore del ricambio ai vertici della Cdp precisando però che non sono state ancora prese decisioni. In effetti il consiglio che si è riunito ieri si è svolto regolarmente e senza colpi di scena approvando la manifestazione di interesse, preliminare e non vincolante, a partecipare con un miliardo al nuovo fondo per le imprese in ristrutturazione. Un fondo che è stato pensato appositamente per far partecipare la Cdp al salvataggio e risanamento dell’Ilva senza incappare nei vincoli europei degli aiuti di Stato. «La società ha l’obiettivo di investire in aziende italiane con adeguate prospettive industriali e di mercato, ma con temporanei squilibri patrimoniali e finanziari, al fine di ripristinarne la redditività a lungo termine».
Il fondo è stato suggerito da Andrea Guerra, consigliere di Renzi per le partite economiche, e studiato nei particolari dalla boutique finanziaria diGuido Roberto Vitale. Proprio il salvataggio dell’Ilva era stato uno dei temi su cui si erano registrati attriti tra la volontà del governo e la disponibilità della Cassa, considerando i diversi paletti che questa deve rispettare nella sua attività ordinaria. Criticità che sono state superate, appunto, con la creazione del Fondo salva-imprese. Ora però il governo vuole cambiare passo e ha deciso di rivoluzionare anticipatamente la guida della Cdp. Al posto di Giovanni Gorno dovrebbe arrivare Fabio Gallia dalla Bnl, anche se il suo ingresso deve necessariamente passare per una modifica dello statuto della Cassa in quanto il banchiere ha appena ricevuto una richiesta di rinvio a giudizio per un’inchiesta in corso a Trani. Dunque nei prossimi giorni dovrebbe partire la procedura che prevede le dimissioni dei rappresentanti del Tesoro dal cda della Cdp e la conseguente convocazione dell’assemblea per la definizione del nuovo consiglio e l’approvazione delle modifiche statutarie. Si vedrà se oltre al punto 4d sull’ineleggibilità verrà inserita qualche altra modifica statutaria volta a rendere più snella l’operatività della Cassa. Non sembra però essere in discussione il paletto che impedisce alla Cdp di investire direttamente in aziende che non abbiano almeno due esercizi in utile allespalle.
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