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Cdp, via all’iter per nuovi soci

Affinché il passaggio vada a traguardo bisognerà aspettare i primi mesi dell’anno prossimo. Intanto, però, Cdp accende i motori per trasferire il 29,85% di Terna dentro Cdp Reti che ha già in pancia il 30% circa di Snam. Ieri infatti il board del gruppo guidato da Giovanni Gorno Tempini ha deliberato «l’avvio di tutte le attività propedeutiche al conferimento in natura» della partecipazione detenuta nella spa dell’alta tensione che vale, agli attuali corsi di Borsa, 2,1 miliardi di euro.
Non c’è invece alcun “trasloco” per l’89% del Tag, il gasdotto da 390 chilometri che trasporta il gas dalla Slovacchia fino al confine del Tarvisio e che Cassa ha acquisito due anni fa dall’Eni per 483 milioni (più 192 milioni di rimborso di un finanziamento soci erogato dall’Eni alla società), per poi conferire il pacchetto in un veicolo ad hoc (Cdp Gas). Segno che la strada intrapresa – con Snam che ha avviato un approfondimento operativo per rilevare il tubo – non avrebbe per ora subito correzioni e sarebbe confermata la volontà di affidare l’asset a chi, dentro “casa”, possiede l’expertise per valorizzarlo al meglio.
Sullo sfondo resta comunque l’obiettivo di favorire l’ingresso di altri investitori in Cdp Reti. Il dossier, su cui sta lavorando dagli inizi di luglio Lazard, è a uno stadio avanzato e sul tavolo dell’advisor ci sono già una cinquantina di potenziali soggetti interessati, tra fondi pensione, fondi infrastrutturali e fondi sovrani, che saranno sondati per formalizzare un’offerta non vincolante a stretto giro. L’ingresso con il 49% nel veicolo con Snam e Terna varrebbe, al netto di eventuali premi di maggioranza, oltre 3 miliardi.
Quanto a Sace e Fincantieri, il cda di ieri presieduto da Franco Bassanini si è limitato a deliberare «l’avvio di tutte le attività propedeutiche alla valutazione dell’opportunità e delle possibili modalità di ingresso di soci terzi nel capitale, inclusa la quotazione in Borsa». Il primo passo sarà quello di affidare a un advisor, come per Cdp Reti, il compito di individuare la migliore delle soluzioni. Tutte le opzioni, dicono fonti vicine al dossier, sono per ora aperte. Su Sace si era parlato di contatti avanzati con Generali e ieri l’ad della compagnia Mario Greco, interpellato in proposito, ha risposto «che non abbiamo ricevuto alcuna proposta e non rientra in alcun modo nelle nostre priorità». Negli ultimi giorni sembrerebbe però aver cominciato a prendere forma la strada, peraltro apprezzata dal mercato, di un collocamento a Piazza Affari per la società che Cdp ha acquisito dal Mef per 6 miliardi di euro. Quanto a Fincantieri, la via, come confermato giorni fa dallo stesso ad Giuseppe Bono, «sarà quella di un aumento di capitale che sarà sottoscritto dal mercato e poi di una vendita di azioni dell’azionista». L’idea è quella di cedere un 40% circa della società leader nella cantieristica navale.
Sempre ieri, poi, dal board di Cassa è arrivato il disco verde al finanziamento di 975 milioni di euro per la Tangenziale esterna di Milano (che costerà complessivamente 1,25 miliardi): Cdp sottoscriverà direttamente fino a 500 milioni di euro su provvista Bei, oltre a linee accessorie su provvista propria fino a 125 milioni. Inoltre Cdp potrà intermediare direttamente, tramite banche, provvista Bei per circa 200 milioni e, se necessario, altri 150 milioni a valere sulla raccolta postale.

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