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Cdp, superconsulenza da 12,5 mln

Una consulenza che può arrivare a valere 12,5 milioni di euro. Cifra in grado di far venire le vertigini, anche se accostata a chi ha a che fare con i grandi numeri. Parliamo della Cassa depositi e prestiti, partecipata al 70% dal ministero dell’economia e al 30% dalle fondazioni bancarie, ormai perno intorno al quale ruota buona parte di tutte le principali operazioni economiche.

La società, guidata dall’amministratore delegato Giovanni Gorno Tempini, è disposta a staccare un assegno plurimilionario per avere una consulenza che riguarda un perimetro molto ampio di attività. Le carte, appena predisposte da via Goito, parlano chiaro e individuano cinque settori: strategico-direzionale, aziendale-contabile, It Governance, organizzazione, redazione della normativa aziendale. Insomma, è come se la Cassa chiedesse assistenza un po’ su tutto quello che dovrà fare in futuro. Ma come è possibile, si sta già chiedendo qualcuno, che la spa presieduta da Franco Bassanini debba spendere una cifra simile, fino a 12,5 milioni? Il ragionamento che si sente fare all’interno della Cassa è che ormai ci troviamo di fronte a un «animale» profondamente cambiato, se solo si considera che negli ultimi mesi la società ha acquistato il 30% di Snam, il 100% di Sace e Fintecna e il 76% della Simest. Senza contare le partecipazioni accumulate nelle realtà operative come il Fondo strategico italiano, il Fondo italiano di investimento ed F2i – Fondo italiano per le infrastrutture. Per far fronte a tutto questo, è la conclusione del ragionamento, non si può più continuare con la struttura attuale, ma bisogna dotarsi di un’organizzazione che tenga conto di tutte le anime di cui adesso si compone la Cdp, anche in funzione di un processo di ottimizzazione e razionalizzazione. Certo, nessuno si nasconde che il consulente, una volta scelto, avrà anche il compito di risolvere tutti i problemi sollevati dalle puntigliose verifiche effettuate in Cdp dalla Banca d’Italia. Controlli che tra le varie cose hanno messo in luce come di fronte a un patrimonio netto di 15 miliardi di euro, la Cassa stia arrivando ad avere partecipazioni per oltre 30 miliardi (vedi ItaliaOggi del 14 settembre 2012). Uno squilibrio che non può non dare nell’occhio.

Resta il fatto che nei giorni scorsi è stato pubblicato un bando di gara per la scelta del consulente, suddiviso in cinque lotti (uno per settore di attività). Per quanto riguarda la consulenza strategico-direzionale (lotto 1, valore 3 milioni) le attività richieste, tra le altre, sono il «supporto nella redazione di piani industriali, nell’ambito di operazioni di acquisizioni e/o fusioni con altre società, nella definizione e realizzazione di progetti di riorganizzazione aziendale e/o di società controllate». Per quanto riguarda la consulenza aziendale e contabile (lotto 2, valore 1,5 milioni) si richiedono «indagini di natura patrimoniale, economica e finanziaria, redazione di perizie di valutazione di aziende o di singole attività, supporto nelle valutazioni richieste dai principi contabili internazionali Ias-Ifrs». Ancora, nell’ambito della It Governance (lotto 3, valore 1 milione) dovranno essere comprese attività consulenziali come «supporto alla implementazione complessiva del piano di continuità operativa, due diligence operative finalizzate all’assessment di ambienti e processi It di società acquisite da Cdp, esecuzione di analisi di rischio It, definizione della base informativa a disposizione delle attività di risk management». Per quanto riguarda la consulenza organizzativa (lotto 4, valore 375 mila euro) tutto ruota intorno ad attività di riorganizzazione interna, divisione del lavoro e gestione delle risorse umane. Infine c’è la consulenza per la redazione della normativa aziendale (lotto 5, valore 375 mila euro), che nei documenti non viene molto dettagliata. La durata dell’appalto è fissata in 36 mesi, che però potranno essere prorogati di ulteriori 36, portando così il valore massimo presunto della consulenza a 12,5 milioni. Naturalmente un «bottino» di questo tipo è in grado di scatenare l’appetito di diversi pretendenti. Certo, ciascun lotto sembra richiedere competenze specifiche. Ad ogni modo basta vedere i consulenti che già lavorano, o hanno lavorato per la Cassa per capire chi sono i papabili. Si tratta di realtà variegate come McKinsey, Kpmg, Deloitte, Rothschild, Unicredit, Morgan Stanley, Ernst&Young. Ma solo per citare gli ultimi a cui Cdp si è affidata.

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