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Cdp: pronti sulla rete telecom

Mancano 350 miliardi di euro in Italia, nelle infrastrutture. Ferrovie, aeroporti, acquedotti e strade da modernizzare. Ma l’investimento oggi più sensibile non è fisico. È virtuale. Ossia la rete di telecomunicazioni. E il pubblico, nelle vesti della Cdp, rivendica un ruolo da playmaker nel riassetto di Telecom Italia che ruota appunto allo scorporo della rete.
Da Palazzo Mezzanotte, dove ieri si è tenuto il primo Infrastructure Day (una giornata di incontri con investitori promosso da Citigroup e Intermonte), Giovanni Gorno Tempini, l’amministratore delegato della Cassa Depositi e Prestiti auto-candida la società pubblica (che gestisce il risparmio postale) a interlocutore obbligato per qualsiasi intervento sulla rete. «L’investimento in Tlc è ciò che Cdp ritiene importante fare ed è un settore chiave» ha dichiarato il manager. La banda larga per l’Italia oggi è l’equivalente delle autostrade di asfalto degli anni ’60, un motore di sviluppo dell’economia. Il messaggio della Cdp è chiaro: vuole essere della partita. E visto la natura di pubblica utilità della rete, che un soggetto come Cdp si faccia avanti ha anche un senso industriale (sul modello di altri paesi dove la infrastrutttura è una società terza e indipendente dagli operatori), visto che Cdp è già in Metroweb, la rete in fibra ottica della città di Milano (tramite il fondo F2i).
Come dimostrano le recenti operazioni monstre di Vodafone con Verizon e di Microsoft su Nokia, nonché gli appetiti del multi-miliardario Carlos Slim, questo «é un momento di trasformazione significativa in tutto il mondo per le Tlc e anche Cdp osserva con attenzione, augurandosi di poter continuare con il piano di investimenti» ha chiosato Gorno Tempini.
Per dare all’Italia una rete di tlc di nuova generazione Cdp stima occorrano 9 miliardi. Ma ancor prima delle risorse c’è da capire come organizzare la rete. La risposta la indica Alberto Trondoli, ad di Metroweb: «Credo abbia senso arrivare a una società delle reti unica e indipendente in cui Metroweb può confluire e giocare un ruolo trainante». Nel progetto, la società della fibra ottica milanese verrebbe coinvolta direttamente, attraverso il conferimento nella newco delle reti.
L’evento di ieri battezzato da Borsa Italiana ha visto 19 tra le più importanti società italiane di infrastrutture pubbliche (tra cui Atlantia, Enel, Iren, Impregilo, Prysmian) e private (oltre a Metroweb anche la Ntv dei treni Italo) incontrare investitori internazionali con incontri one to one e presentazioni pubbliche. «Borsa Italiana è da sempre impegnata a supportare le società quotate nell’incontro con gli investitori contribuendo a rafforzarne la visibilità a livello internazionale. Il mercato dei capitali attraverso l’investimento in equity può rappresentare una risorsa fondamentale anche per le infrastrutture» ha commentato l’ad Raffaele Jerusalmi, in scia alle considerazioni della Cdp sulla difficoltà oggi a finanziare opere infrastrutturali (storicamente basate su debito bancari o project finance).

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