Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Cdp non si accontenta. Ora vuole salire al 20% del colosso Nexi-Sia

Cdp ha appena celebrato il più grande matrimonio del 2020, quello che ha portato alle nozze Sia (4,7 miliardi), Nexi e Nets (7,8 miliardi), che già in via Goito si studiano nuove operazioni, si analizza la governance futura e non si esclude di salire dal 17 al 20% del capitale.
Il consiglio della società guidata da Paolo Bertoluzzo scadrà nella primavera del 2022, per allora le tre aziende saranno confluite sotto un unico cappello con la Cassa ancora come azionista, ma non è detto che presto possano aggiungersi nuovi soci o nuovi rami d’azienda, come ad esempio la gestione dei pagamenti di Ubi o la Axepta di Bnp Paribas. La lettera d’intenti firmata lo scorso ottobre tra Cdp e Nexi contemplava già che venisse anche rilevata Nets, ancor prima della firma del contratto definitivo atteso a giorni. Così è stato ma, a differenza di quanto ipotizzato mesi fa, l’acquisto del colosso danese è avvenuto esclusivamente in azioni. Una buona notizia per Nexi che avrà più risorse per nuove acquisizioni, un po’ meno per Cdp che idealmente puntava ad avere almeno il 20% del colosso che sarebbe nato dalla fusione. Tuttavia la Cassa con il 17% del capitale ha diritto a nominare 5 consiglieri, mentre a Hellmann & Friedman (secondo socio al 16%) gliene spettano due, e a Bain e Advent (10% ciascuna anche attraverso Mercury) uno a testa. Se Cdp avesse il 20% del capitale, ovvero quanto Advent e Bain insieme, avrebbe diritto ad avere 6 consiglieri, tra cui chiaramente anche il futuro presidente che sarà una figura di standing per rappresentare il colosso dei pagamenti. Il ruolo dell’ad non è invece in discussione: Bertoluzzo è il garante del mercato e dei fondi che lo hanno scelto nel 2016, gode anche della fiducia della Cdp e sarà lui a portare avanti l’integrazione di Sia e Nets all’interno di Nexi almeno fino al 2025.
Fatto sta che Cdp per esprimere la maggioranza della lista di 11 consiglieri nella primavera del 2022 ha sul tavolo diverse opzioni, che valuterà a seconda delle opportunità di mercato. La prima è quella di esercitare la prelazione su una possibile vendita di azioni da parte di Advent e Bain, attraverso Mercury. La seconda è quella di sottoscrivere un aumento di capitale di Sia fino a 500 milioni, che era stato deliberato prima dell’operazione e che potrebbe esercitato prima del conferimento atteso per l’estate 2021 se si presentasse l’occasione giusta. Proprio ieri Sia ha firmato un nuovo contratto di fornitura con la Banca centrale d’Islanda, ma anche la società sta esaminando alcune opzioni che potrebbero richiedere nuove iniezioni di capitale. La terza è quella di trovare un nuovo socio pronto a partecipare alla creazione del leader europeo dei pagamenti. Cdp non ha bisogno di investire 1,4 miliardi per tornare sopra la soglia dell’Opa obbligatoria (il 25,1% opzionato prima di Nets), ma è probabile che presto decida di riportarsi sopra il 20%. Come del resto potrebbe fare anche la Cdc francese, che dopo l’acquisto di Ingenico da parte di Worldline, è risalita sopra il 5% del gruppo francese, ma restando dietro all’el vetica Six (10,7%).
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Spero che l’instabilità politica in Italia non metta a repentaglio il lavoro sul Recovery Plan ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’annuncio ha stupito. Se non altro per i tempi. A poche settimane dall’insediamento dell’ammi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’incertezza rimane molto elevata, per la dinamica della pandemia con le sue nuove varianti e per ...

Oggi sulla stampa