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Cdp mobilita 15 miliardi L’ad Palermo: sostegno crescente all’economia

Nel semestre segnato dall’emergenza coronavirus, la Cassa depositi e prestiti conferma«il percorso di crescente sostegno all’economia nazionale», per dirla con le parole dell’ad Fabrizio Palermo, e chiude i conti con 15 miliardi di euro di risorse mobilitate, quasi 2 miliardi in più dello sforzo dei primi sei mesi del 2019 e con una fetta consistente (12,3 miliardi, a fronte degli 11,1 miliardi dello stesso periodo del 2019) destinata a finanziare la crescita, l’innovazione e l’internazionalizzazione delle aziende, mentre 2,2 miliardi sono stati investiti a favore di enti locali, nonché di opere infrastrutturali e progetti di riqualificazione urbana.

Sul fronte del supporto alle imprese, i primi sei mesi del 2020 sono stati caratterizzati in particolare dal lancio di nuovi prodotti per favorire il fabbisogno di liquidità in piena emergenza: dal plafond di 3 miliardi per finanziamenti diretti alle imprese medio-grandi all’intesa con Bei, attraverso cui è stata messa a disposizione ulteriore provvista (1,5 miliardi), fino all’introduzione di nuovi strumenti di finanza alternativa. Mentre sull’altro binario principale dell’attività di Cdp (infrastrutture e pubblica amministrazione), si segnalano la maxi-rinegoziazione mutui messa in pista nei mesi scorsi (80mila operazioni concluse) e un significativo incremento dello sforzo sulle infrastrutture (+140% di risorse impiegate).

Venendo ai risultati, l’utile netto della capogruppo – che è la cartina di tornasole dello stato di salute di Cassa sulla quale si calcola la cedola per i due soci (Tesoro e fondazioni) – si attesta a 1,3 miliardi e registra sì una contrazione per via del Covid-19, ma comunque contenuta rispetto al dato del primo semestre 2019 (1,5 miliardi), con un margine di intermediazione di 1,9 miliardi, in linea con il 2019. Crescono poi il totale attivo (che sale dai 386 miliardi di fine 2019 a 412 miliardi) , ma anche la raccolta complessiva che si attesta a 382 miliardi (356 miliardi al 31 dicembre 2019). Con una buona notizia per la raccolta postale che supera i 271 miliardi, quasi 7 miliardi in più di quanto registrato a fine 2019: «un incremento record – commenta il ceo Palermo – , il più alto degli ultimi dieci anni, a conferma della forte solidità dell’istituzione. Cdp forte di questi risultati – chiarisce ancora il top manager – intende proseguire il suo impegno a sostegno del Paese volto a contribuire alla ripartenza dell’economia italiana».Tornando ai numeri, il risultato netto consolidato sconta invece l’andamento negativo di Eni – i cui conti, come tutto il comparto oil&gas, hanno pagato doppio dazio per via del virus e del crollo dei prezzi di petrolio e gas – e mostra un “rosso” di 700 milioni (a fronte di un utile di 2,2 miliardi nei primi sei mesi del 2019).

Sempre ieri, poi, sono arrivate anche le due nomine anticipate dai rumors delle scorse settimane: Paolo Calcagnini è il nuovo vice direttore generale (accanto all’altro vice dg, Alessandro Tonetti), e lascia la carica di cfo che sarà ricoperta da Pier Francesco Ragni, in arrivo da Fincantieri dov’era direttore Divisione Offshore e Navi Speciali e dove è stato anche dg e direttore Business development.

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