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Cdp, a imprese e territori risorse per 15 miliardi Cresce la raccolta postale

Nel semestre contrassegnato dalla pandemia Cassa depositi e prestiti è stata chiamata a un impegno non ordinario. Per fare fronte agli effetti dell’emergenza sanitaria sul tessuto economico il gruppo guidato da Fabrizio Palermo ha stanziato 3 miliardi di euro da destinare alle imprese medio grandi, risorse a cui si aggiungono altri 3 miliardi di fondi per finanziare le piccole e le medie aziende, accordando loro tassi calmierati. A riassumere i dati dell’attività di Cdp è la relazione semestrale, approvata ieri dal consiglio di amministrazione, in totale la somma degli interventi a sostegno del tessuto produttivo e delle iniziative già previste nel piano industriale 2019-2021 concorre a mobilitare risorse per 14,6 miliardi di euro (1,8 miliardi in più rispetto al primo semestre del 2019). La relazione dettaglia i settori di intervento del gruppo di Via Goito: alle imprese sono stati destinati 12,3 miliardi, mentre al settore delle infrastrutture e agli enti locali sono arrivati investimenti per 2,2 miliardi.

Nel primo semestre l’amministratore delegato Palermo ha firmato inoltre un’intesa con Banca europea per gli investimenti (Bei) da 1,5 miliardi, per interventi a sostegno di circa 6 mila aziende italiane.

Sul versante dei finanziamenti agli enti locali, storica attività di Cdp, nei primi sei mesi del 2020 è stata avviata la più consistente operazione di rinegoziazione mutui degli ultimi anni, con adesioni da parte di 3 mila enti e la revisione dei termini per 80 mila mutui, pari a un debito residuo totale di oltre 20 miliardi.

Il consiglio di amministrazione presieduto da Giovanni Gorno Tempini ha visionato e approvato anche i risultati economici del gruppo, che evidenziano un utile netto di Cdp spa (la capogruppo) pari a oltre 1,3 miliardi (a fronte di 1,5 miliardi nel primo semestre 2019) con un margine di intermediazione vicino a 1,9 miliardi, in linea con i risultati dello scorso anno. Gli attivi sono pari a 412 miliardi (+6,7%), mentre la raccolta complessiva si attesta a 382 miliardi, in particolare la raccolta postale supera i 271 miliardi , registrando una crescita di 6,6 miliardi nel corso del semestre. A livello di gruppo Cdp registra un risultato netto negativo di 700 milioni di euro (a fronte di un utile di 2,2 miliardi nel primo semestre 2019). La differenza di 2,9 miliardi rispetto ad un anno fa, spiega una nota, è per lo più dovuta all’effetto della valutazione a patrimonio netto di Eni (partecipata con una quota del 25,96% da Cdp), che in questi mesi ha subito una flessione di 2,3 miliardi. Un andamento di gruppo che, peraltro, secondo l’amministratore delegato Palermo testimonia «il percorso di crescente sostegno all’economia nazionale. Cdp forte di questi risultati intende proseguire il suo impegno per il Paese, contribuendo alla ripartenza dell’economia italiana».

Oltre all’approvazione dei dati finanziari il consiglio di amministrazione ha ratificato la nomina di Paolo Calcagnini (finora è stato il chief financial officer di Cdp) per il ruolo di vice direttore generale. Una novità, dunque, nell’assetto di vertice del gruppo con la costituzione di una nuova vice direzione generale che si aggiunge a quella già assegnata ad Alessandro Tonetti, che ricopre anche il ruolo di chief legal officer. A seguito dell’ incarico di Calcagnini la direzione finanziaria passa nelle mani di Pier Francesco Ragni, che assume così il ruolo di nuovo chief financial officer.

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