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Cdp, garanzia statale in arrivo

Un primo tassello, per la verità, era già nero su bianco nell’ultima legge di stabilità dove, al comma 1 dell’articolo 47, si fa riferimento alla possibilità di una garanzia dello Stato a copertura «di alcune esposizioni assunte o previste da Cdp» e si affida a un decreto dell’Economia il compito di definire i settori di applicazione. Ora, però, il governo ha deciso di accelerare e, a quella cornice generale, ha affiancato un ulteriore passaggio nello sblocca-Italia per ampliare la missione della Cassa con la previsione, appunto, di un sistema di garanzie statali sulle attività e gli impieghi considerati «di interesse pubblico». Una strada già battuta oltreconfine dalle omologhe tedesca Kfw e francese Cdc della spa di Via Goito.
Adesso l’obiettivo è assicurarne l’operatività entro l’autunno con una convenzione tra il Mef e la stessa Cdp, che servirà a dettagliare il funzionamento di questa garanzia pubblica. I tecnici dell’Economia sono al lavoro, in stretto raccordo con la Cassa e con il suo presidente Franco Bassanini, che più volte ha sottolineato l’effetto moltiplicatore di un simile meccanismo. Il funzionamento della garanzia statale è ancora tutta da scrivere, ma le potenzialità sono evidenti. E Bassanini, interpellato dal Sole 24 Ore, si limita a citare alcune possibili declinazioni che aiutano a comprendere il significativo impatto per l’economia (si veda anche articolo a lato). «Le banche potrebbero, per esempio, concedere delle anticipazioni alle imprese, a fronte degli 11 miliardi di crediti commerciali verso la Pa che potrebbero essere certificati e garantiti dallo Stato. In questo modo, avrebbero alle spalle lo Stato che fa da garante, attraverso Cdp, del futuro pagamento di un debito da lui già garantito e gli istituti potrebbero assicurare liquidità alle aziende a tassi più bassi». Una garanzia pubblica, prosegue poi Bassanini, «potrebbe favorire anche l’uso della nuova raccolta a basso costo (Tltro) fornita dalla Bce alle banche per fare finanziamenti alle imprese. In questo caso, la garanzia pubblica servirebbe a ridurre l’assorbimento di capitale e di rischio per le banche nel fare finanziamento alle aziende. Potremo proporre agli istituti di assumerci una parte del rischio e, in questo caso, la garanzia comporterebbe un pagamento ma il vantaggio per le banche sarebbe comunque importante». Una ulteriore applicazione potrebbe poi riguardare il credito all’esportazione, aggiunge il presidente di Cdp, «per assicurare alle imprese condizioni simili a quelle di cui godono le loro colleghe tedesche e francesi».
Insomma, la Cassa è pronta a fare la sua parte. Ma c’è un altro versante su cui la spa di Via Goito è decisa a giocare un ruolo da protagonista mettendo sul piatto 500 milioni di euro: il settore delle municipalizzate. Lo ha ribadito ieri, in occasione dell’Infrastructure Day 2014, l’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, che è anche presidente del Fondo strategico italiano, il braccio operativo della Cassa. «Noi abbiamo detto chiaramente che Cdp, attraverso il Fondo strategico italiano, ha il denaro per investire e vuole investire. Stiamo aspettando che ci vengano presentati dei progetti». Perché, lamenta il numero uno di Cassa, «lo avevamo detto in una conferenza stampa alla fine dell’anno scorso, siamo a settembre del 2014 e ribadiamo a quasi un anno di distanza che siamo pronti a farlo. Però questo significa avere dei progetti industriali. Posso dire che fino ad oggi noi di progetti non ne abbiamo visti».
Ma quali progetti è pronta a finanziare Cdp? «Non stiamo cercando municipalizzate che cercano di fare cassa – aggiunge Gorno Tempini -. Vogliamo importanti consolidamenti che abbiano una view industriale. Ad oggi progetti non ne abbiamo visti. Possono essere articolati in diverso modo: si può ragionare per fusioni ma anche per settori. La finanza è lo strumento per raggiungere l’obiettivo». Oltre al settore utilities, un comparto interessante per Cdp potrebbe essere quello del turismo. «Stiamo studiando un progetto di natura immobiliare, perché nel turismo questa è una componente importante, alla quale dovrà essere associato un veicolo che si occupi del business, cioè di come attrarre più turisti in Italia, di come creare le condizioni per accoglierli».

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