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Cdp conferma i vertici di Sace

Cassa Depositi e Prestiti si allinea alla direttiva emanata nei giorni scorsi dall’Economia che fissa i criteri di eleggibilità e gli indirizzi da osservare nei rinnovi dei board delle società controllate. Così il consiglio d’amministrazione della spa guidata da Giovanni Gorno Tempini ha definito ieri il puzzle delle nomine di alcune partecipate, confermando i vertici di Sace e indicando i nuovi presidenti di Fincantieri e di F2i. E ieri poi il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, ha sgombrato il campo sugli effetti del documento adottato da via XX Settembre. «Non mi risulta che ci siano casi che rimangano impigliati in questa direttiva né di decadenza né di impossibilità di rinnovo». Interpellato poi dal Sole 24 Ore sulle possibili conseguenze della direttiva per l’ad di Eni Paolo Scaroni, che nel 1996 ha patteggiato un anno e 4 mesi per tangenti e il cui caso sembrerebbe rientrare, almeno in linea teorica, tra quelli esclusi dalla possibilità di nomina (e con previsione di decadenza) per via della condanna quando era vicepresidente di Techint, Fassina ha ribadito il concetto. «L’affermazione che ho fatto ha portata generale, non ci sono tra gli attuali vertici casi impigliati».
Tornando alle nomine di Cassa, per Sace non c’è dunque alcuno scossone. Alla guida della società, che dalla sua trasformazione in spa (2004) a oggi ha totalizzato 3,6 miliardi di euro di utili, resta Alessandro Castellano, al suo terzo mandato, mentre l’ex ambasciatore Giovanni Castellaneta, dato in corsa per la poltrona rimasta vacante in Finmeccanica, mantiene il ruolo di presidente che ricopre dal settembre 2009. Nel cda resta poi anche Carlo Monticelli, capo della direzione Rapporti finanziari internazionali al Tesoro. Escono di scena invece Ludovico Maria Gilberti e Gianmaria Sparma sostituiti da Leone Pattofatto, responsabile gestione partecipazioni in separata di Cdp, e Maria Elena Cappello, amministratore delegato e country director di Nokia Siemens Networks Italia e membro del cda di Prysmian e A2A.
Anche a Fincantieri, controllata da Fintecna, il copione tratteggiato da Cdp registra conferme e cambi. La prima è arrivata per l’ad Giuseppe Bono che resta al timone del gruppo, a conferma della bontà del piano di riorganizzazione e delle acquisizioni messi a segno dal manager. Il resto del cda è però completamente rinnovato. Alla presidenza arriva, dopo le dimissioni di Corrado Antonini, l’ex ambasciatore Vincenzo Petrone, attualmente presidente di Simest e che porta nel gruppo una solida rete di contatti internazionali nei mercati emergenti (dal Brasile all’India), costruita nel corso di lunga carriera diplomatica. Entrano poi nel board anche Anna Molinotti, responsabile M&A e gestione partecipazioni in ordinaria di Cdp, il cfo di Fintecna Giovanni Masini e Andrea Mangoni, con un trascorso prima in Acea e poi in Telecom Italia. In realtà le poltrone vacanti in Fincantieri erano quella di Antonini e della dimissionaria Olga Cuccurullo (cooptata nel board di Cassa), ma essendo venuto meno oltre un terzo dei consiglieri con conseguente decadenza del cda in carica – come prevedono il combinato disposto tra codice civile e statuto del gruppo – la Cassa ha proceduto al rinnovo completo del board sostituendo anche Pierpaolo Dominedò e Massimo Varazzani, rispettivamente dg e ceo di Fintecna. Infine Cdp, socio istituzionale di F2i, ha rinnovato la fiducia all’ad Vito Gamberale e designato alla presidenza Giuliano Asperti, già numero due di Assolombarda.
Si chiude quindi il cerchio attorno al mosaico delle nomine delle controllate di Cassa. La società dovrà ora procedere a sostituire Petrone alla presidenza di Simest, al centro del progetto di un polo dell’export che dovrebbe mettere a sistema l’expertise del gruppo guidato da Massimo D’Aiuto, di Sace e di Export Banca, lo strumento di Cdp destinato alle operazioni di finanziamento dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane, che proprio ieri ha aumentato il suo plafond da 4 a 6 miliardi.

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