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Cdp boccia Telecom Metroweb verso Enel “Proposta migliore”

Dopo due anni di contesa tra le parti ora Metroweb prende la via dell’integrazione con Enel Open Fiber (Eop) per costruire dal nuovo una rete telefonica in fibra ottica che andrà a far concorrenza a Telecom Italia. La decisione è stata presa ieri dal consiglio di amministrazione della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) che controlla il 46% di Metroweb, anche se manca il parere dell’azionista di maggioranza, il fondo F2i, che si riunirà nei prossimi giorni. E il via libera di Fastweb, l’operatore che possiede il 10% di Metroweb Milano e ha diritto di veto in caso di cambio del controllo.
«Decisione politica», urlano i soci Telecom sconfitti dopo che l’odierno ad, Flavio Cattaneo, per oltre un anno ha alzato le barricate in cda contro l’acquisto di Metroweb. Ma oggi, con due offerte sul tavolo, una da parte di Telecom che valutava Metroweb 816 milioni, e una di Eop che arriva a 814 milioni, Claudio Costamagna e Fabio Gallia (presidente e ad della Cdp) hanno preferito approfondire l’offerta di Enel poichè garantisce maggiori investimenti sul fronte della rete a banda larga e soprattutto perchè Cdp potrà restare nell’azionariato di Eop e finanziarne lo sviluppo. Telecom dal canto suo aveva messo sul tavolo la possibilità di concambiare il 46% di Cdp con la rete internazionale Sparkle oppure di acquisire le torri di trasmissione di Inwit che facevano gola al fondo F2i, ma queste proposte non sono state ritenute sufficientemente interessanti. L’obiettivo primo della Cdp, infatti, anche su input del premier Matteo Renzi, è quello di sviluppare il più possibile una rete a banda larga che arrivi fino nelle case degli utenti, anche se questa andrà in gran parte a sovrapporsi a quella di Telecom che parte dalla sua rete in rame. Il risultato sarà che nelle aree più promettenti d’Italia, cioè nelle città maggiori e in quelle più attive dal punto di vista economico vi saranno almeno due reti a banda larga su cui i tre o quattro operatori telefonici potranno attaccarsi. Mentre nelle aree cosiddette a fallimento di mercato la rete sarà pubblica e sarà gestita o da Enel o da Telecom.
La dimostrazione che la battaglia è iniziata sul serio è arrivata ieri con l’annuncio quasi in contemporanea sia di Enel (insieme ai suoi partner commerciali Vodafone e Wind) sia di Telecom della partenza del servizio a 1000 Mega nella città di Perugia. «Molto bene l’avvio del piano Enel. Abbiamo già attivato i primi clienti in fibra a 1 Gigabit per secondo a Perugia», ha detto l’ad di Vodafone italia, Aldo Bisio. La previsione di Eop è di arrivare a 80 mila immobili entro il 2017 ma Telecom è però più avanti, avendo annunciato, sempre a Perugia, il cablaggio di 200 edifici con i collegamenti superveloci fino a un Giga estendendo lo stesso servizio a 600 famiglie milanesi. La concorrenza tra i due colossi dovrebbe permettere all’Italia di colmare quel gap infrastrutturale che gli altri paesi europei spesso rinfacciano al governo. E rappresentare un volano per la crescita, come auspicato più volte da Renzi che agisce a questo scopo attraverso la Cdp. Proprio ieri, infatti, la sua assemblea ha confermato la distribuzione di 852 milioni di dividendo a Tesoro e Fondazioni e poi il cda ha approvato misure per 4,5 miliardi a sostegno dell’economia. Due miliardi andranno alla concessione di nuovo credito alle famiglie per l’acquisto dell’abitazione, un miliardo andrà nell’acquisto di titoli aventi ad oggetto crediti verso le piccole e medie imprese e 1,5 miliardi alla concessione di finanziamenti agevolati in favore di soggetti colpiti da eventi calamitosi.

Giovanni Pons

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