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Il cda Vicenza alza il tiro: agli ex vertici richiesta danni da due miliardi di euro

Il Cda della Banca Popolare di Vicenza alza il tiro sulla vecchia gestione della banca, per vent’anni presieduta da Gianni Zonin, e dopo aver depositato l’altro ieri l’atto di citazione contro la malagestione e che coinvolge 32 persone tra cui l’intero ex cda, gli ex sindaci e l’intera direzione, eleva le stime sul danno patrimoniale causata all’istituto. Fonti della banca vicentina ieri hanno dichiarato infatti che il danno patrimoniale subito dalla Banca Popolare di Vicenza a causa delle condotte illecite e degli episodi di mala gestione addebitabili alla vecchia gestione si attesterà ad almeno due miliardi di euro.
La cifra di oltre un miliardo diffusa l’altro ieri contiene infatti fanno sapere le fonti, una quantificazione parziale dei danni subiti, essendone una parte importante ancora in corso definizione. Del resto la quantificazione del danno patrimoniale economico è un percorso ancora in itinere dato che la banca nonostante l’intervento di Atlante, il fondo consortile di banche, fondazioni e Cdp che ha ricapitalizzato per 1,5 miliardi non più tardi di un anno fa l’istituto già provato da un biennio di perdite miliardarie, versa tuttora in condizioni critiche, tanto da dover richiedere l’intervento dello Stato pena il crac. Le sole perdite del 2016, mentre l’atto di citazione da 340 pagine era in corso di redazione, sono ammontate a 1,9 miliardi, bruciando del tutto l’aumento di capitale fatto da Atlante nel corso dell’anno. La banca ha perso depositi e ha dovuto emettere bond con garanzia statale poche settimane fa per scongiurare la grave crisi di liquidità. E ora la Bce fa sapere che a Vicenza occorrono per ripristinare i ratio patrimoniali altri 3,3 miliardi di nuovo capitale di cui in buona parte dovrà farsi carico lo Stato. Quasi 5 miliardi di risorse in poco tempo per rimettere a posto il patrimonio. Una cifra elevatissima che la dice lunga sul marcato dissesto della banca di Vicenza. Basti pensare che quando si è cominciato a scoperchiare il Vaso di Pandora dell’istituto, le perdite cumulate tra la fine del 2014 e il 2016 sono ammontate a 4 miliardi. Ecco perché quel procedimento che chiede i danni alla vecchia gestione rischia di vedere salire le cifre dei risarcimenti chiesti alla vecchia gestione.
Come se non bastasse ieri la Bce ha avviato un procedimento sanzionatorio contro la Popolare di Vicenza, contestandole “un’erronea informazione al pubblico” in tema di “requisiti di fondi propri” nei rendiconti al 31 dicembre 2014 e al 31 marzo 2015. Per la Bce i vertici dell’epoca “avrebbero dovuto essere a conoscenza del fenomeno” del capitale finanziato con cui sono stati gonfiati gli indici patrimoniali e ne avrebbe dovuto dar conto nei bilanci. La multa, si legge dall’atto di citazione contro gli ex vertici, ammonta a 34 milioni. Multa salata ma poca cosa rispetto alle dimensione del capitale finanziato che è risultato essere di un miliardo di euro.

Fabio Pavesi

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