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Ccb, stop sull’opzione Carige: verso l’uscita dalla partita

Cassa Centrale Banca sarebbe oramai fuori dalla partita Carige. La holding delle Bcc basata a Trento, azionista all’8,3% della banca ligure, nella serata di ieri, a quanto risulta al Sole 24Ore, avrebbe infatti reso noto al Fondo Interbancario di non essere intenzionata ad esercitare la call che le permetterebbe di salire alla quota di controllo dell’istituto genovese, acquistando a forte sconto l’80% in mano al veicolo che raggruppa le banche italiane. Una mossa in linea con i rumors circolati nei giorni scorsi, secondo cui le distanze tra le parti apparivano oramai inconciliabili: Ccb avrebbe infatti ventilato la possibilità di realizzare un’acquisizione della partecipazione alla cifra simbolica di un euro, proposta a cui si aggiungeva la richiesta di un’iniezione cash di 500 milioni. La proposta sarebbe stata bollata come “irricevibile” dal veicolo presieduto da Salvatore Maccarone.

Ieri, come da programmi, il board della Cassa ha esaminato approfonditamente il dossier. E all’interno del Consiglio sarebbero emerse con chiarezza le divergenze di vedute tra una minoranza che avrebbe preferito una prosecuzione della trattativa con il Fitd, e chi invece – ed è la linea prevalente – era favorevole a rinunciare da subito all’esercizio della call soprattutto a causa delle forti incognite generate dalla pandemia e dalla complessità del progetto. Secondo quanto appreso da Radiocor, alcune Bcc aderenti contrarie all’operazione avrebbero inviato alcune lettere al Cda stesso formalizzando così il loro dissenso rispetto al deal.

A valle del Cda, i vertici della Cassa hanno avuto poi un lungo confronto con quelli del Fondo per capire eventuali punti di incontro e ragionare sulle modalità per annunciare lo stop delle trattative al mercato. Possibile che nelle prossime ore Ccb formalizzi le proprie decisioni. Mercoledì, da parte sua, il Consiglio del Fitd si riunirà in via ordinaria per esaminare il dossier e decidere il da farsi.

Di certo, se Ccb mollerà la presa come appare oramai scontato, per Carige si aprirebbero le porte a un piano B con l’arrivo di un nuovo potenziale acquirente. Il Fitd non ha urgenza di vendere e la banca ha ratio patrimoniali ai vertici. Realistico che scatti una gara: si guarda in particolare al Crédit Agricole, Bper e UniCredit.

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