Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ccb rinuncia a Carige

Cassa centrale banca non eserciterà l’opzione call su Carige e il Fondo interbancario cercherà altri partner. Ccb ha motivato la decisione con il grado di aleatorietà della pandemia sul mercato, la sua imprevedibile evoluzione e i rischi connessi a questo eccezionale scenario.

Dal canto suo Fitd, come previsto, ha confermato il «pieno e convinto impegno nel sostegno della banca ligure» e nella ricerca di una business combination con altri potenziali partner in grado di valorizzare le sue potenzialità, il lavoro svolto dai suoi organi e da tutta la struttura e i risultati conseguiti nelle avverse condizioni derivanti dalla crisi attuale. Il Fitd ha come unico vincolo il fatto di poter detenere partecipazioni temporanee e non permanenti nelle banche. Sebbene il Fondo non abbia indicato nessuna data entro la quale vendere la quota dell’istituto ligure, la Bce aveva imposto a Ccb di procedere all’acquisto entro il 31 dicembre.

È importante trovare un partner entro quella data perché, nel caso in cui Carige si sposasse entro fine anno, si potrebbero utilizzare le Dta (imposte non differite) per un valore di 1,3 miliardi di euro, rendendo più appetibile la banca per l’acquirente e meno gravosa la vendita. Ma non tutti possono sfruttare il potere di questo sconto fiscale o della sua contabilizzazione a patrimonio. Occorre una previsione di utili robusti per i prossimi cinque anni che non tutti gli istituti di credito possono permettersi.

L’operazione di vendita non sarebbe semplice anche per una questione di tempo e di contesto macroeconomico. Rimangono nove mesi a disposizione. E se la vendita non si chiudesse nei tempi? Il Fondo avrebbe un’altra carta da giocare. Potrebbe iniziare un negoziato con la Bce e la Commissione europea per ottenere un po’ di tempo in più. La posizione negoziale sarebbe sostenuta dalla fotografia contabile dell’istituto (una decisa ripresa commerciale renderebbe la richiesta agli occhi dei regolatori sensata) e da una sorta di credito politico di cui il Fitd gode nei confronti di Bruxelles dopo la sentenza su Tercas. Il governo italiano e il Fondo interbancario potrebbero far leva su questo credito vantato per ottenere più tempo per concludere la vendita.

L’a.d. di Carige, Francesco Guido, ha confermato che si andrà avanti con determinazione sulla strada intrapresa: «L’elevata qualità dell’attivo di bilancio e l’adeguatezza dei mezzi patrimoniali rispetto alle attuali previsioni regolamentari continueranno a essere il fulcro della prosecuzione del piano di rilancio che ha già fornito forti riscontri nel 2020 e ha consentito a Carige di essere il primo protagonista in piena pandemia nel sostegno alle imprese e alle famiglie, in particolare in Liguria che è il suo territorio di elezione».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa