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Cause incrociate per diffamazione

Si è aperto con due querele incrociate per diffamazione e una nuova richiesta di risarcimento il procedimento che oppone il gruppo francese Vivendi guidato da Vincent Bollorè a Fininvest e alla controllata Mediaset. Oggetto dello scontro: il mancato rispetto dei francesi del contratto tra i due gruppi sottoscritto nell’aprile 2016 e “strappato” tra il 25 e il 28 luglio scorso. L’accordo tra le due parti avrebbe portato a un reciproco scambio azionario (3,5% ciascuno) e al passaggio ai francesi del controllo totale di Premium dietro il pagamento di 800 milioni di euro. L’improvviso dietro front è stato motivato dai francesi con la situazione patrimoniale di Premium che non sarebbe stata corrispondente alle dichiarazioni del biscione. Il crollo del titolo Mediaset nei mesi successivi al passo indietro francese avrebbe portato – secondo il biscione- al blitz di Borsa che ha consentito ai francesi di salire a quasi il 30% nel controllo di Mediaset. La querelle tra i due gruppi nei mesi scorsi ha raggiunto toni accesi. Cosa che ha portato i legali di Vivendi a presentare una querela per diffamazione per le dichiarazioni di Mediaset. Contestuale la replica di Mediaset che, per gli stessi motivi, ha controquerelato Vivendi dopo le recenti alle dichiarazioni dell’amministratore delegato Arnald de Puyfontaine. Sul punto il giudice Vincenzo Perozziello si è riservato di decidere visto che nei casi di diffamazione è previsto un tentativo di mediazione tra le parti. Tra i fatti nuovi emersi nel corso del procedimento vi è stata anche la denuncia, sempre da parte di Mediaset, della violazione dei patti parasociali da parte di Vivendi: non avrebbe rispettato l’accordo di non superare il 3,5% nell’azionariato. Il giudice ha poi proposto (senza ricevere obiezioni) di unificare i due procedimenti distinti che sino ad oggi oppongono Vivendi a Mediaset e a Fininvest. La richiesta originaria di Mediaset al giudice era quella di imporre l’esecuzione del contratto chiedendo un risarcimento per 50 milioni per ogni mese di inadempimento contrattuale (almeno un miliardo di euro). Fininvest dal canto suo chiedeva un risarcimento pari a 570 milioni. Dopo gli eventi il biscione aveva agito anche presentando un esposto sia alla Consob sia alla procura di Milano (che nelle scorse settimane aveva aperto un fascicolo proprio su Bollorè e su de Puyfontaine).

Stefano Elli

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