Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Causa sprint e sentenza in dieci giorni

di Giovanni Negri

MILANO
Tempi stretti, spesso strettissimi. Quattro passaggi giudiziari (al massimo). Un calendario dedicato. Le impugnazioni dei licenziamenti trovano regole processuali su misura con l'obiettivo di accelerare in maniera drastica i tempi delle decisioni senza un abbassamento delle garanzie. Viene così delineato un procedimento particolare che trova, ma solo grossomodo, un modello nella disciplina prevista dal Codice di procedura civile all'articolo 700 per i provvedimenti urgenti o nello statuto dei diritti dei lavoratori per gli interventi di repressione delle condotte antisindacali.
Il rito speciale si applica, come annunciato, alle controversie in materia di licenziamenti, compresi però i casi in cui è in discussione, come spesso accade, la qualificazione del rapporto di lavoro. È con questa procedura pertanto che dovrà essere data risposta alla domanda sulla natura del contratto (a tempo indeterminato, a termine, cocopro o altro ancora).
La prima fase del giudizio è quella della tutela urgente nella quale il giudice deve fissare l'udienza di comparizione non oltre 30 giorni dalla data di deposito del ricorso. Il giudice può decidere di procedere agli atti istruttori che ritiene necessari, siano stati chiesti dalle parti oppure decisi d'ufficio, ma poi provvede con un'ordinanza ad accogliere o respingere la domanda. L'ordinanza è immediatamente esecutiva. Esecutività che diventa definitiva in assenza di impugnazione.
Nel caso sia presentata opposizione si apre la seconda fase, che si svolgerà comunque davanti a un giudice unico e non a un collegio. Entro 30 giorni l'atto va depositato davanti al tribunale che ha emesso il provvedimento; il giudice fissa l'udienza non oltre i successivi 60 giorni (fino a 10 giorni prima è possibile il deposito delle note difensive). Almeno 30 giorni prima il ricorso deve essere notificato dalla parte che si è opposta a quella che "subisce" l'impugnazione. Anche in questo caso il giudice può disporre l'istruzione più opportuna, ma poi, una volta decisa la controversia, questa volta con sentenza, il deposito delle motivazioni deve avvenire entro il termine brevissimo di 10 giorni.
A chiudere il cerchio del procedimento le due (eventuali) fasi successive: il reclamo davanti alla Corte d'appello e il ricorso in Cassazione. Tempi stretti anche in questi casi, visto che a fronte degli attuali 6 mesi per presentare l'impugnazione, in caso di mancata notifica, il termine è di 30 giorni per l'appello e di 60 per la Cassazione. Anche nel caso del verdetto di appello il deposito delle motivazioni dovrà arrivare entro 10 giorni, mentre l'udienza di discussione, anche in questo caso tagliando nettamente i tempi oggi previsti, sarà fissata entro 6 mesi al massimo dal momento della proposizione del ricorso.
Alle cause in materia di licenziamenti devono essere riservati giorni specifici nel calendario delle udienze e il nuovo rito si applicherà solo alla controversie instaurate dopo l'entrata in vigore della legge.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa