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Cattolica con i soci storici Ubi Exane: aderite all’Ops di Intesa

Il fronte anti-Intesa Sanpaolo nell’offerta di scambio su Ubi Banca si estende e vede schierarsi dalla parte dei soci storici anche Cattolica Assicurazioni. La cooperativa di Verona — partner di Ubi nella bancassicurazione, sia pure con un accordo in scadenza — ieri ha comunicato di aver raddoppiato la quota in Ubi dallo 0,5 all’1% e di essere entrata nel patto di consultazione Car — Comitato azionisti di riferimento —, che è la compagine maggiore di azionisti dell’istituto guidato da Victor Massiah e raccoglie le due fondazioni maggiori Cr Cuneo (5,9%) e Banca del Monte di Lombardia (Fbml) con il 3,95% e un gruppo di imprenditori con circa l’1% a testa. Con la compagnia presieduta da Paolo Bedoni il Car si è portato al 18,7% di Ubi.

Nei giorni scorsi il Car ha dichiarato la propria opposizione all’Ops del colosso guidato da Carlo Messina — assistito da Mediobanca e dallo studio Pedersoli — di 17 nuove azioni Intesa Sanpaolo ogni 10 Ubi (che è assistita da Credit Suisse e dai legali di EredeBonelli e Linklaters), finalizzata alla fusione delle banche. Secondo il Car l’offerta è «ostile, non concordata, non coerente coi valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile».

Ieri si è fatta sentire anche la Fbml chiedendo a Intesa di «riconsiderare» l’offerta per i gravissimi effetti socioeconomici all’area di Milano-Pavia che può provocare per imprese e dipendenti. Una preoccupazione che Intesa punta a superare istituendo 4 direzioni nelle aree storiche di Ubi (Brescia, Bergamo, Cuneo, Pavia), con autonomia di fido.

La battaglia comunque è appena agli inizi: l’offerta vera e propria è attesa per luglio. Ma i fronti si stanno consolidando. Lunedì anche il bergamasco «Patto dei Mille» (ha l’1,6%) ha detto «no» all’Ops. Un rialzo del prezzo potrebbe spezzare forse il fronte dei soci Ubi, ma Messina ha lo escluso. Già così, analizza Exane, la proposta è vantaggiosa per il premio del 24% e perché dà ai soci Ubi la possibilità di ottenere dividendi raddoppiati nel periodo 2020-2023 e una redditività sopra il 10%. Se poi l’Ops superasse il 66,7% di adesioni, avvisa Exane, Intesa potrebbe offrire un concambio meno favorevole per la fusione ai soci Ubi che non hanno aderito.

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