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Cattolica più forte con il Leone

La partnership strategica fra Cattolica e Generali rappresenta «un passo molto importante per il nostro gruppo, che rafforzerà il percorso di sviluppo»: lo spiega Carlo Ferraresi, direttore generale della compagnia veronese, in un messaggio ai dipendenti che l’agenzia MF-DowJones ha visionato. «Cattolica è solida nei suoi fondamentali industriali e finanziari, ma ha subìto temporanei contraccolpi sull’indice di solvibilità causati dalla forte esposizione sul Vita e dall’andamento altalenante dello spread sui titoli di stato, unito a tassi privi di rischio costantemente in territorio negativo, in un contesto economico caratterizzato da profonda instabilità per le conseguenze dell’emergenza sanitaria».

Il Leone, nell’ambito dell’aumento di capitale da 500 milioni di euro deliberato da Cattolica, investirà 300 mln rilevando una partecipazione del 24,4%. Nel frattempo il gruppo presieduto da Paolo Bedoni si trasformerà in società per azioni, con effetto da aprile 2021. Sono inoltre previsti accordi industriali e commerciali. Nell’ambito della ricapitalizzazione saranno emessi 54,054 milioni di azioni Cattolica al prezzo di 5,55 euro. In seguito è prevista la seconda tranche dell’aumento da 200 milioni rivolta a tutti gli azionisti. Entro il mese di luglio sarà convocata l’assemblea per la modifica della ragione sociale. Generali avrà tre consiglieri di amministrazione. La partnership prevede iniziative industriali nei servizi ai clienti del segmento danni e nel comparto asset management, facendo leva sulle competenze della compagnia triestina nella gestione degli investimenti, nell’innovazione digitale e nei servizi salute. In particolare, Generali Asset Management gestirà parte del portafoglio investimenti di Cattolica per aumentarne l’efficienza. L’intesa riguarda anche il ramo riassicurazione.

Ferraresi ha precisato che la scelta del partner «è caduta sul principale gruppo assicurativo italiano e tra i protagonisti a livello mondiale, della cui affidabilità, dimensioni e storia non serve che aggiunga altro. Saremo in grado di ampliare e migliorare la nostra offerta, garantendo nuovi servizi innovativi e sempre più vicini alle persone, alle famiglie e alle imprese».

Marco Sesana, a.d. di Generali Italia, ha evidenziato «un’opportunità unica, oggi in Italia, di crescita profittevole nell’asset management e nei servizi innovativi ai clienti danni, pilastri della nostra strategia Partner di Vita 2021: ci permette di estendere i nostri servizi sulla salute e la telematica, grazie alle piattaforme innovative di Generali Welion e Generali Jeniot, agli oltre 3,5 milioni di clienti di Cattolica. Il nostro ingresso come azionista rilevante coglie l’opportunità di partecipare al rafforzamento patrimoniale e alla trasformazione in spa di Cattolica».

In borsa è stata una seduta da incorniciare per Cattolica, che ha messo a segno un rialzo del 38,12% a 4,986 euro. Equita, che ha parlato di mossa inattesa, osserva che per la compagnia veronese la notizia è positiva: l’individuazione di un anchor investor disponibile a sottoscrivere il 60% dell’aumento riduce il rischio di esecuzione, l’aumento riservato comporta minore diluizione e la trasformazione in spa, con la presenza di Generali come primo azionista, rafforzano l’appeal speculativo di medio termine sul titolo.

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