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Categorie in ordine sparso sulle polizze obbligatorie

Ordini a due velocità sulle assicurazioni. Mentre la pressione del Cup comincia a farsi forte sull’ipotesi di una proroga, le categorie si muovono ciascuna per conto proprio. Così qualcuno è riuscito a precorrere i tempi, sottoscrivendo una convenzione e mettendo in regola gli iscritti. Altri, invece, stanno procedendo con qualche tentennamento in più e si muovono sul filo del termine massimo, fissato per il prossimo 15 agosto.
Le professioni tecniche sono ancora lontane dai requisiti indicati dalla legge. Gli ingegneri valutano che, al momento, ci sono circa 100mila professionisti che dovrebbero assicurarsi: i lavoratori dipendenti e quelli che non esercitano sono esentati. Di questi, non più del 40% ha la copertura. Numeri simili arrivano dai geometri. Anche per loro, su circa 110mila iscritti, si stima un 30% di assicurati. Nessuna cifra precisa dagli architetti che, comunque, dovrebbero essere in linea con gli altri colleghi dell’area tecnica. Insomma, almeno metà dei progettisti non ha ancora fatto questa spesa.
Al di là delle scadenze fissate per legge, resta la convinzione diffusa che un’ulteriore proroga sia ancora possibile. Così molti, in tempo di crisi, preferiscono risparmiare qualche centinaio di euro, finché ne hanno la possibilità, anche se questo significa prendersi dei grossi rischi. Addirittura, qualcuno ha in programma di sottoscrivere la polizza a ridosso del termine e, se ci dovesse essere il rinvio, esercitare il diritto di recesso all’ultimo secondo.
I Consigli nazionali, dal canto loro, stanno completando il lavoro sul fronte delle convenzioni. A fare eccezione sono i geometri, che già da due anni ne hanno sottoscritta una con Marsh, rinnovando quella che avevano. Gli ingegneri, invece, hanno preferito non firmare accordi ma selezionare le offerte presenti sul mercato che rispettano alcuni requisiti di qualità. La circolare che elenca queste offerte con il bollino del Consiglio nazionale è stata appena diffusa e contiene il via libera per sei polizze: Aec master broker, Gava broker, Link broker, Consulbrokers, Aon e Marsh. Oltre a quella di Inarcassa, offerta da Willis. Gli architetti, invece, si sono affidati a un avviso pubblico per selezionare le compagnie con le quali sottoscrivere una convenzione. Si tratta di una formula aperta, per ottenere più accordi da sottoporre ai propri iscritti. Alla chiusura dei termini sono pervenute tre offerte, che saranno esaminate entro fine mese.
Sono, invece, le professioni economico-legali a dettare il passo più corretto. La best practice in assoluto è rappresentata dai notai, la prima categoria professionale ad aver stipulato, nel 1999, un’assicurazione che copre tutti gli iscritti all’Ordine per la responsabilità civile. Nel 2006 l’assicurazione è diventata obbligatoria per legge ed è stata stipulata attraverso un bando di gara europeo. Tutti i notai sono assicurati con un massimale pari ad almeno 3 milioni di euro, come previsto da un decreto dei ministeri della Giustizia e dello Sviluppo economico, ma alcune migliaia hanno deciso di estendere l’assicurazione a un importo superiore, con massimali che vanno dai 7.500.000 fino a 50 milioni.
Anche i dottori commercialisti offrono ai propri iscritti una convenzione stipulata con la compagnia Chartis Europe S.A. a partire dal 2010, alla quale hanno già aderito più di 10mila professionisti. La polizza è fatta “su misura” del professionista a seconda dell’attività svolta e del grado di responsabilità civile. In base a questi parametri variano anche i massimali, che vanno dai 250mila euro ai 15 milioni, mentre il premio minimo parte da 260 euro.
Storia simile e stessa compagnia assicurativa anche per i consulenti del lavoro. Il Consiglio nazionale ha stipulato una convenzione quadro con un broker assicurativo invitando gli iscritti a stipulare contratti assicurativi specifici in base alle reali esigenze legate alla professione. A oggi, oltre due terzi dei 27.500 iscritti hanno attivato la copertura assicurativa.
Ancora al palo, invece, gli avvocati. Dopo che l’Antitrust ha accolto la richiesta del Codacons di bloccare la convenzione tra la Cassa forense e le Assicurazioni Generali, a causa di problematiche di tipo concorrenziale, il Consiglio nazionale forense studia l’ipotesi di una polizza collettiva. Anche se l’obbligo di stipulare una polizza non scatterà il prossimo 13 agosto ma, come prevede la legge forense 247/2012, dopo che il ministero della Giustizia avrà determinato le condizioni essenziali e i massimali minimi.

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