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Catasto, spazio ai contribuenti

Nessuna competenza delle Commissioni censuarie in merito alle procedure deflattive del contenzioso. Via libera, invece, alla possibilità per i comuni e le associazioni rappresentative operanti nel settore immobiliare, oltre che all’Agenzia delle entrate, di chiedere il riesame delle decisioni delle Commissioni locali presso la Commissione centrale.

Garantita, inoltre, all’interno delle Commissioni, la partecipazione dei rappresentati indicati dalle associazioni operanti nel settore immobiliare. Il tutto, a partire dal primo novembre 2014, data stabilita per l’entrata in vigore del decreto.

Questi i punti cardine del testo del dlgs di riforma delle Commissioni censuarie che, ieri, ha ricevuto il secondo via libera da parte del Consiglio dei ministri. Il testo dovrà, ora, tornare al vaglio delle Commissioni finanze di Camera e Senato che entro dieci giorni dovranno esprimere il così detto parere rafforzato.

In base a quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, le Commissioni finanze, una volta ricevuto il testo, avvieranno un rapido confronto con il governo al termine del quale vedrà la luce la versione definitiva del testo che verrà licenziata nuovamente nel corso del primo Consiglio dei ministri utile. A rendere necessario questo secondo passaggio il mancato accoglimento da parte dell’esecutivo della proposta formulata sia da Montecitorio, sia da palazzo Madama relativa alla necessità di introdurre all’interno del dlgs, così come previsto dall’art. 2 della legge 23/2014 (Delega fiscale), la possibilità per le Commissioni censuarie di assumere un ruolo attivo relativamente alle procedure deflattive del contenzioso. Ipotesi che, però, è stata disattesa nonostante il duplice richiamo. «È nostra intenzione», ha spiegato a ItaliaOggi Gian Mario Fragomeli (Pd) membro della Commissione finanze della Camera, «continuare a ribattere sulle procedure deflattive del contenzioso perché lo riteniamo un passaggio fondamentale».

Ad essere ampliata, invece, la possibilità di adire la Commissione censuaria centrale. In origine, infatti, tale possibilità era attribuita solo all’Agenzia delle entrate. Con la modifica apportata, invece, anche i comuni e le associazioni maggiormente rappresentative operanti nel settore immobiliare potranno ricorrere contro le decisioni delle Commissioni censuarie locali o provinciali.

Soddisfazione per le modifiche apportate è stata manifestata dalla Confedilizia: «La norma sancisce il ripristino di un elementare e di confronto, pur nell’ambito di Commissioni a larga prevalenza pubblica. Siamo, quindi, grati alle Commissioni Finanze di senato e camera con i rispettivi presidenti e al Dipartimento affari giuridici e legislativi della Presidenza del consiglio, ma non possiamo trascurare di sottolineare che questo è il primo decreto legislativo attuativo della legge delega fiscale e che la partenza non è certo stata buona. Invitiamo, quindi, il Governo», ha concluso il presidente della Confedilizia Corrado Sforza Fogliani, «a prendere una decisa iniziativa e una decisa linea per i prossimi decreti che eviti quello scontro tra politica e burocrazia del Ministero economia che si è ora verificato e che ha creato grande sfiducia sul fatto che si voglia veramente fare una riforma fiscale corretta e appropriata».

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