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Cassette valori con testimoni

Cassette di sicurezza da aprire alla presenza di un notaio, necessità in tempi brevi di un waiver (l’autorizzazione all’istituto straniero di adesione allo scambio di informazioni) e accordi fiscali Italia-Svizzera valevoli solo per la voluntary disclosure. Sono questi alcuni dei chiarimenti arrivati da Antonio Martino, dirigente dell’Agenzia delle entrate e vera e propria mente della voluntary disclosure, intervenuto ieri in un question time sulla procedura di regolarizzazione dei capitali al convegno organizzato da ItaliaOggi, in collaborazione con Ubs e l’ordine dei dottori commercialisti di Milano.

Intanto emerge la sensazione che se le istanze, come si suol dire, potessero parlare racconterebbero i mille rivoli in cui le storie personali dei contribuenti si intrecciano con la normativa fiscale per far dire che non c’è una domanda di voluntary disclosure uguale ad un’altra.

Niente riesce a rimanere nelle griglie delle norme e degli interventi di prassi amministrativa. Anche per questa ragione arriverà, dal 14 aprile prossimo, un osservatorio sulla voluntary disclosure che vedrà seduti dottori commercialisti e Agenzia delle entrate per trovare insieme e divulgare le soluzioni ai casi più spinosi e più difficilmente inquadrabili. L’iniziativa è stata lanciata ieri dal direttore dell’Agenzia delle entrate della Lombardia Eduardo Ursilli.

L’amministrazione è intervenuta dunque rispondendo a diverse questioni. In particolare, per quanto riguarda le cassette di sicurezza, Antonio Martino ha confermato la buona prassi dell’apertura e dell’inventario del contenuto davanti a notaio testimoni. Sul contenuto, però, lo stesso Martino ha riconosciuto che la prova potrebbe addirittura diventare diabolica. È l’esempio dei lingotti d’oro che potrebbero essere lì da moltissimi anni ma sarebbe difficile ricostruirne l’arrivo. «Ci dicono che in questo periodo in Svizzera», ha raccontato Martino, «si facciano molte ricevute per acquisto di oro a richiesta». Il dirigente di Via Cristoforo Colombo (sede centrale dell’Agenzia delle entrate) ha ricordato però che quello che è scritto nella domanda di collaborazione volontaria è legge ed è considerato verità. Nel caso in cui non dovesse essere così la stessa legge 186/2014, le norme sul rientro dei capitali, prevedono delle sanzioni molto elevate, superiori addirittura al falso in atto pubblico.

Martino ha inoltre voluto rassicurare sulla riservatezza che l’Agenzia utilizzerà nella gestione delle informazioni. Ricostruire la pianificazione fiscale degli ultimi anni per alcuni contribuenti non è soltanto una confessione di dribbling di norme fiscali ma anche lo scoperchiamento di storie personali che si sarebbe preferito tenere riservate. Ecco perché, di fronte all’osservazione di Martino sulla necessità di evidenziare tutti i redditi, anche quelli a favore di terzi, «e l’agenzia garantirà la massima riservatezza a fronte della massima collaborazione da parte dei contribuenti nella ricostruzioni dei prelievi», c’è stato un vociare di apprezzamento in sala, pensando forse al sollievo del cliente fedifrago o che in caso di separazione, non proprio pacifica, abbia dimenticato di evidenziare all’ex consorte alcuni dettagli patrimoniali.

Per quanto riguarda poi l’altro problema della difficile reperibilità della documentazione, per l’Agenzia delle entrate non ci sono molti spazi per una autocertificazione: «Se dicessimo sì tutti autocertificherebbero che non riescono a ottenerla», ha risposto Martino, le cause di forza maggiore previste come a esempio il fallimento della banca o la perdita del documento deve essere documentata anche con prove indiziarie.

Infine sul tema del credito d’imposta all’estero il dirigente delle Entrate ha riconosciuto che nella circolare 9 sulla questione l’amministrazione finanziaria ha potuto trovare un parallelo per così dire pro contribuente tra ravvedimento operoso e richiesta di credito di imposta in quanto il ravvedimento operoso è una dichiarazione l’operazione non è così agevola per la voluntary disclosure che ha natura diversa ma sul punto ha confermato Martino che è incorso un ragionamento che magari dovrebbe trovare soluzione proprio davanti al tavolo di confronto tra amministrazione e operatori che aprirà il prossimo 14 aprile

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