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Cassette di sicurezza censite

Sono poco più di un milione le cassette di sicurezza tenute dalle banche italiane e potrebbero diventare il cavallo di Troia del fisco nella voluntary disclosure 2. Il censimento delle cassette di sicurezza esiste, ed è nei flussi che periodicamente l’Agenzia delle entrate riceve dalle banche, per l’adempimento degli obblighi sull’archivio rapporti, la sezione più blindata dell’anagrafe tributaria dove riposano le informazioni finanziarie dei contribuenti italiani.

Di più. Il provvedimento di Banca di Italia, del 2013 e ancora in vigore, sull’adeguata verifica secondo la normativa antiriciclaggio, prevede, all’articolo 3, comma 2, lettera b), che la locazione di cassette di sicurezza è considerata un rapporto continuativo ai fini antiriciclaggio. Tradotto vuol dire che l’amministrazione fiscale (tramite l’anagrafe) sa chi ha una cassetta di sicurezza in una banca italiana, con la conseguenza che Agenzia delle entrate e Guardia di finanza potranno fare una verifica a tappeto su tutti quelli che hanno cassette in banche. Se non hanno fatto voluntary disclosure o voluntary disclosure bis, le conseguenze potrebbero essere non semplici. Sulla carta dunque il fisco avrebbe gioco facile nell’effettuare i riscontri tra chi risulta proprietario di una cassetta di sicurezza, e chi ha fatto sia la voluntary disclosure 1 sia lo scudo fiscale.

Per le disposizioni sull’archivio rapporti, all’amministrazione finanziaria vanno anche comunicati gli accessi che sono stati compiuti durante l’anno alla cassetta di sicurezza, che potrebbero essere considerati delle spie di innesco di indagini.

Non solo. Alcuni operatori fanno presente che le cassette di sicurezza in Italia, al momento, sono piene, vuoi per la paura del bail in, il fallimento di una banca con la possibilità di rischio per i conti correnti sopra i 100 mila euro, vuoi per i rientri fatti con il precedente programma di emersione dei capitali. In queste situazioni dunque le banche potrebbero essere sedute su una mina vagante in quanto di fronte alle verifiche e obiezioni dell’amministrazione finanziaria potrebbero vedersi contestare un concorso in autoriciclaggio per non essersi preoccupate di vigilare su indici di anomalia rispetto alla gestione delle cassette di sicurezza. Un indice potrebbe essere quello dell’estensione della copertura dell’assicurazione sulla cassetta di sicurezza. Il cliente che lo richiede potrebbe farlo anche per un contenuto non in linea con le disposizioni fiscali in tema di tassazione.

Dal 1° gennaio 2016, le comunicazioni delle informazioni mensili (aperture e cessazioni di rapporti) e annuali (saldi, movimenti e altri dati contabili) sono effettuate tramite una nuova infrastruttura tecnologica, Sid.

La voluntary disclosure 2 prevista dal decreto fiscale 193/2016 che oggi dovrebbe essere definitivamente approvato dal senato prevede, oltre alla riapertura della precedente disposizione ad hoc sulla riemersione del contante (che peraltro poteva essere regolarizzato anche nella prima edizione), che nel caso in cui la collaborazione volontaria riguardi i contanti o valori al portatore si presume, salvo prova contraria, che essi siano derivati da redditi conseguiti, in quote costanti, a seguito di violazione degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive, dell’Irap e dell’Iva, nonché di violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti di imposta, commesse nell’anno 2015 e nei quattro periodi d’imposta precedenti.

Cristina Bartelli

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