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Casse in «utile» per 3 miliardi

Più di otto miliardi incassati nel 2011 e 5 miliardi erogati in pensioni e assistenza, con un saldo attivo di 3,1 miliardi. Sono questi i numeri della previdenza privata resi noti ieri durante la presentazione del secondo Rapporto sulle Casse private elaborato dall’ufficio studi dell’Adepp, l’associazione che raccoglie 20 Casse professionali. Il settore risente però della crisi: il reddito medio negli ultimi sei anni si è ridotto del 6,7% mentre gli iscritti sono aumentati del 10,6 per cento.
La previdenza privata quest’anno ha vissuto un’importante riorganizzazione, necessaria per garantire la sostenibilità a 50 anni richiesta dal decreto Salva Italia. Un impegno riconosciuto dal ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, presente ieri a Roma alla presentazione del rapporto Adepp. «Apprezzo, e non sono il solo, la vostra gestione della previdenza e il vostro impegno sul welfare. Siete stati capaci di superare lo stress della sostenibilità a cui vi abbiamo sottoposto, ma lo abbiamo fatto – spiega Passera – perché il rischio di non sostenibilità previdenziale del nostro paese era un timore diffuso anche all’estero; con il Salva Italia volevamo rasserenare gli animi e ci siamo riusciti». Il recupero della credibilità dell’Italia secondo Passera ha evitato il commissariamento dell’Italia, salvando quindi il sistema di welfare, «una conquista di civiltà – dice Passera – che è solo di alcuni paesi d’Europa». Passera ammette che il Governo di cui fa parte non ha posto le basi per consentire alle Casse di investire nello sviluppo del Paese: «Abbiamo operato in emergenza – dice – chi verrà dopo di noi dovrà fare dei progetti con voi, progetti che però richiedono anni, almeno cinque, e non mesi».
Andrea Camporese, presidente Adepp, fa un appello ai partiti, e mette sul piatto due milioni di professionisti con relativi coniugi e figli, circa sei milioni di persone, un bacino elettorale interessante. «Vogliamo conoscere i vostri programmi su di noi – dice Camporese – e comunicarli ai circa sei milioni di soggetti con cui abbiamo un rapporto diretto».
Camporese sottolinea come le Casse in sei mesi sono state in grado di fare una riforma strutturale che in altri ambiti sarebbe stata impossibile. «I politici dovrebbero applaudirci – dice Camporese – e invece cercano di imporci forzatamente di svendere il nostro patrimonio immobiliare con emendamenti dell’ultima ora». Le richieste fatte alla politica dal mondo delle Casse private è semplice e chiaro: va definita l’autonomia degli enti previdenziali privati in sede legislativa, la costellazione di norme negli ultimi anni preoccupa la previdenza privata e ne compromette l’efficienza.
La previdenza privata cerca quindi l’attenzione del mondo politico per diventare attore dello sviluppo del Paese. Un’attenzione meritata, vista la disponibilità di liquidità di cui dispone, che cerca investimenti sicuri per garantire le future pensioni ai propri iscritti.
Nel complesso le risorse detenute dagli enti iscritti all’Adepp ammontano a 46 miliardi di euro, il 18,45% sono investimenti immobiliari, mentre per l’81,55% si tratta di investimenti mobiliari. Le Casse storiche, quelle costituite con il Dlgs 509/94, negli ultimi anni hanno registrato un disinvestimento immobiliare del 15,85% e increme

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