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Casse, il bonus sarà veicolato

Il credito di imposta per casse di previdenza e fondi pensione premia tutti coloro che investono in infrastrutture. Non ci saranno «assalti alla diligenza» né click day: qualora la somma dei bonus richiesti fosse superiore alla disponibilità effettiva (80 milioni di euro, ritenuta esigua dagli operatori), la torta sarà ripartita proporzionalmente tra gli aventi diritto.

Strade, porti, aeroporti, ferrovie, ospedali, telecomunicazioni ed energia. Sono questi i settori strategici individuati dal governo nei quali le casse dovranno investire per poter accedere al nuovo beneficio fiscale introdotto dalla legge n. 190/2014, a parziale compensazione dell’aumento impositivo sui rendimenti finanziari (dal 20 al 26%). L’investimento dovrà durare almeno cinque anni e potrà essere effettuato con diverse modalità: acquisto di azioni od obbligazioni delle società che operano nei settori agevolati, oppure sottoscrizione di quote di fondi di investimento di durata non inferiore a dieci anni che comprano prevalentemente tali titoli. È quanto prevede la bozza di decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che dà attuazione ai commi 91-93 della legge di Stabilità 2015 (si veda ItaliaOggi del 14 e 26 marzo 2015).

 

La modifica normativa. La legge n. 190/2014 ha introdotto, a partire da quest’anno, due crediti d’imposta a favore delle casse di previdenza private e dei fondi pensione complementari. Le agevolazioni sono pari, rispettivamente al 6 e al 9%. Per le casse l’incentivo sarà uguale alla differenza tra l’ammontare delle ritenute e imposte sostitutive sui redditi finanziari, applicate nella nuova misura del 26%, e l’importo delle stesse ritenute e imposte sostitutive computate (teoricamente) in base alla previgente aliquota del 20%. Il beneficio fiscale spetta a condizione che un importo corrispondente sia investito negli asset a medio o lungo termine individuati dal decreto. Plafond e limiti. Il budget messo a disposizione dal governo a copertura dei tax credit è pari a 80 milioni di euro. Resta fermo il limite generale imposto dalla legge n. 244/2007, che fissa a 250 mila euro annui il limite di utilizzo dei crediti di imposta indicati nel quadro RU del modello Unico.

 

Come si richiede il bonus. Per accedere all’agevolazione, casse e fondi pensione che investono nei settori infrastrutturali indicati dal dm devono inviare un’apposita istanza telematica all’Agenzia delle entrate. Sarà quest’ultima, con provvedimento da emanare entro 60 giorni dall’entrata in vigore del dm, ad approvare la modulistica e le specifiche tecniche di trasmissione. Nella domanda l’ente previdenziale dovrà indicare sia l’importo degli investimenti infrastrutturali sia il conseguente credito d’imposta. L’invio dovrà avvenire entro sei mesi dal termine del periodo d’imposta di riferimento (cioè entro il 30 giugno, nella generalità dei casi). Sarà l’Agenzia a quantificare l’importo spettante a ciascun richiedente. Qualora la somma dei bonus richiesti superasse il tetto degli 80 milioni di euro disponibili, l’attribuzione del beneficio sarà pro-quota e nessuno resterà escluso. In caso contrario, le richieste saranno soddisfatte integralmente.

 

Come si utilizza il bonus. Il credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, mediante modello F24 telematico. L’importo del bonus riconosciuto e fruito dovrà poi essere riportato nelle dichiarazioni dei redditi relative sia all’anno di maturazione sia all’anno di effettivo utilizzo. Il tax credit non concorrerà alla formazione dell’imponibile Ires e Irap. L’amministrazione finanziaria effettuerà specifici controlli sul corretto utilizzo dei fondi: per la liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso si applicheranno le norme ordinariamente previste per le imposte sui redditi.

 

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