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Casse alla Corte dei conti

Sì al ricorso presso la Corte dei conti, ma non in Cassazione per gli enti di previdenza dei professionisti inseriti nell’elenco Istat delle amministrazioni pubbliche. A prevederlo un emendamento alla legge di stabilità (3584) che è stato depositato ieri, in senato, che ammette per le Casse la sola possibilità di appellarsi alla magistratura contabile per contestare l’equiparazione ai soggetti statali che pesa notevolmente sui bilanci degli enti poiché, ottemperando alla legge 135/2012 sulla «spending review», versano all’Erario somme ricavate dai risparmi sulle spese intermedie (del 5% per il 2012, mentre il prossimo anno la percentuale salirà al 10%); secondo l’Adepp, l’associazione degli istituti pensionistici privatizzati, «quello della Cassazione sarebbe stato per noi lo sbocco naturale», visto che in precedenza c’erano state due sentenze a favore da parte del Tar, cui però è seguito il pronunciamento contrario del Consiglio di stato, mentre adesso «si crea soltanto una situazione di caos». Le restrizioni all’accesso al terzo grado di giudizio, contenute nell’emendamento dei relatori Paolo Tancredi (Pdl), Candido De Angelis (Fli) e Giovanni Legnini (Pd) arrivato all’esame dei senatori alla fine della scorsa settimana (si veda ItaliaOggi del 15/12/2012), vengono, dunque, non cancellate, bensì modificate. Nel giro di poche ore, infatti, dapprima Andrea Pastore (Pdl) firma un testo che abbatte tutti i paletti sulla strada del ricorso in Cassazione, successivamente, a stretto giro, come evidenzia l’Enpam (l’ente pensionistico dei medici e degli odontoiatri), «ciò che è uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra» mediante l’intervento di Mauro Agostini (Pd) e Antonio Azzollini (Pdl, presidente della commissione Bilancio) che, appunto, fa entrare in gioco la magistratura contabile. Recita il testo: «Avverso gli atti di ricognizione delle amministrazioni pubbliche operata annualmente dall’Istat ai sensi dell’articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 è ammesso ricorso alle Sezioni riunite della Corte dei conti ai sensi dell’articolo 103, secondo comma, della Costituzione». In vista della votazione oggi, in Aula, della legge di stabilità, Alberto Oliveti, presidente dell’Enpam, si scaglia contro «uno scandalo, a cui si aggiunge scandalo», lamentandosi del fatto che «con le leggi si sta facendo il gioco delle tre carte».

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