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Cassazione, ricorsi da 7,5 mld

Valgono 7,5 miliardi di euro i ricorsi per Cassazione presentati in materia tributaria dai contribuenti nel 2014. Un dato da record, che fa segnare un aumento del 27% rispetto all’anno precedente, a fronte di un numero di fascicoli pressoché invariato (10.673 contro i 10.696 del 2013). Analizzando la provenienza delle sentenze emesse dalle Ctr che sono state oggetto di impugnazione in Cassazione, prevalgono Lombardia, Campania e Lazio. Le tre regioni rappresentano insieme il 48,94% del totale dei ricorsi. Ma in termini economici la sola Lombardia pesa per il 48,61% del valore totale. Le cause tributarie definite dagli «ermellini» nel 2014 sono state 7.173, contro le 8.220 del 2013 (-12,7%). È quanto emerge dalla relazione annuale di monitoraggio sul contenzioso tributario pubblicata dal Dipartimento delle finanze del Mef si veda ItaliaOggi di ieri).

Ctc. Dopo quasi 20 anni di lavori, segnati da continue proroghe, rinvii e agevolazioni per la chiusura delle liti ultradecennali, la Commissione tributaria centrale è arrivata al capolinea. Nel corso del 2014 sono state smaltite 13.331 controversie sulle 13.572 ancora pendenti. Ciò ha consentito di fatto di rispettare il termine ultimo di legge fissato al 31 dicembre 2014, dal momento che a inizio 2015 rimanevano da evadere appena 284 fascicoli (per i quali l’udienza si è svolta comunque lo scorso anno). Alla data del 1° gennaio scorso gli ultimi scampoli di Ctc, che si ricorda è stata «regionalizzata» dalla legge n. 244/2007, rimanevano in Abruzzo (107 cause), Campania (32), Emilia-Romagna (4), Lazio (122), Lombardia (9) , Sardegna (1), Sicilia (7) e Toscana (2). Va segnalato che le controversie trattate dai giudici della Commissione centrale erano già instaurate alla data del 1° aprile 1996 e in buona parte riguardavano vicende degli anni 70 e 80, costituendo in alcuni casi vera e propria «archeologia fiscale» anche per gli stessi magistrati chiamati a interpretare norme ormai obsolete.

Sospensive. Circa un ricorso su due tra quelli presentati dai contribuenti nel 2014 si accompagnava a un’istanza di sospensione degli effetti dell’atto impugnato. Le sospensive complessivamente richieste alle Ctp sono state 106.075. Di queste ne sono state decise 52.962, con un tasso di accoglimento del 49,72%. Se è vero che generalmente le domande cautelari vengono evase abbastanza rapidamente dai giudici (servono in media 156 giorni), si registrano delle eccezioni nelle due più grandi commissioni provinciali: la Ctp di Roma fa registrare solo 76 istanze di sospensione decise a fronte di 14.127 istanze presentate (pari allo 0,5%), mentre Napoli 216 su 10.433 (2,1%). Al contrario, alcune commissioni deliberano più sospensive di quante ne ricevono: è il caso delle Ctp di Viterbo (164,4%), Trapani (122,3%), Ravenna (121,4%), Nuoro (117,5%), Cuneo (112,7%), Caltanissetta (109,8%) e Mantova (107,2%). Stanno prendendo piede a poco a poco nel processo tributario anche i casi di tutela cautelare richiesta in pendenza del giudizio di legittimità, riconosciuta dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 109/2012 (e poi confermata dalla Cassazione con sentenza n. 2845/12). Nel corso del 2014 sono state presentate alle Ctr 761 istanze di sospensione della sentenza come previsto dall’art. 373 c.p.c., di cui 633 decise.

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