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Cassazione, proposti Mammone e Fuzio ad ampia maggioranza

Alla fine il ricompattamento è stato solo parziale e le nomine votate dal Csm, per ora solo in commissione, dei nuovi vertici della Cassazione sono avvenute solo a maggioranza. Ampia, molto ampia, ma pur sempre maggioranza. A uscire vincenti sono stati Giovanni Mammone per la poltrona più prestigiosa, quella di Primo presidente, e Riccardo Fuzio per quella di procuratore generale.
Per Mammone, nella Quinta commissione del Csm, quella deputata alla proposta per gli incarichi direttivi, hanno votato i togati Luca Forteleoni (Magistratura Indipendente), Luca Palamara (Unicost), Aldo Morgigni (Autonomia Indipendenza) e i laici Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Renato Balduzzi (Scelta Civica). Mentre la proposta a favore della nomina dell’ex capo dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia Domenico Carcano è stata fatta da Antonello Ardituro (Area). Mammone è attualmente segretario generale della Corte e, in passato, è stato componente togato del Consiglio in quota Magistratura Indipendente.
Il medesimo schieramento si è in larga parte riproposto per la nomina del Pg, che è anche titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati: a favore di Fuzio hanno infatti votato Forteleoni, Palamara, Morgigni e Zanettin. Per Salvi si è speso invece Ardituro, mentre Balduzzi si è astenuto.
Con ogni probabilità la nomina in plenum sia del Pg della Cassazione, sia del Primo presidente, ci sarà il 22 dicembre, secondo il calendario che era stato annunciato nei giorni scorsi dal vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, dopo essersi sentito con il Capo dello Stato, che del Csm è presidente e che sarà presente, come è tradizione, alla riunione del Consiglio.
Mammone appare quindi destinato a succedere a Giovanni Canzio, espressione del raggruppamento progressista di Area, che, a ragionare con il manuale Cencelli delle toghe, appare come perdente. Ma nello stesso tempo Mammone di Canzio è stato braccio operativo al “Palazzaccio”, rendendo quindi, come spesso avviene, più complessa la valutazione. Come pure ad Area fa riferimento il presidente aggiunto della Corte, Renato Rordorf, anch’egli uscente per i raggiunti limiti di età, dopo la proroga di un anno decisa nel 2016 sia per lui sia per Canzio, e in questi giorni impegnato a condurre in porto la riforma del diritto fallimentare. Fuzio invece è espressione di Unicost.
Sia il Primo presidente sia il Procuratore generale sono componenti di diritto del Csm e, in questa veste, anche membri del Comitato di presidenza del Consiglio stesso insieme a Legnini.

Giovanni Negri

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