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Cassazione, cause civili trattate in camera di consiglio

Cause civili in Cassazione trattate in camera di consiglio. Sinteticità degli atti, telematica e ufficio del processo nella giustizia amministrativa. Misure di organizzazione dei tribunali per recuperare personale.

Il decreto legge sull’efficienza degli uffici giudiziari supera il primo passaggio parlamentare. Come annunciato, ieri l’aula della camera dei deputati ha approvato il disegno di legge di conversione del dl 168/2016 con una maggioranza di 242 voti favorevoli, 107 contrari e 15 astenuti.

Il provvedimento passa al senato, dove l’esame dovrà essere necessariamente rapido in considerazione della scadenza del decreto il 31 ottobre prossimo. Anche se è facile prevedere una discussione accesa anche a palazzo Madama, dove la maggioranza è risicata e dove peraltro da tempo è ferma la riforma del processo civile dalla quale il dl ha tratto alcune norme con riguardo al processo in Cassazione.

Ieri comunque il relatore David Ermini (Pd) ha evidenziato che «le norme hanno l’obiettivo chiaro e trasparente della funzionalità degli uffici)»; per la presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti (Pd) «il decreto aggiunge un ulteriore tassello al percorso riformatore per una giustizia efficiente, di qualità e al servizio dei cittadini».

I contenuti (già in parte illustrati da ItaliaOggi del 29 settembre e riportati nella tabella in pagina) si muovono in due direzioni: da una parte misure processuali nel giudizio di legittimità civile in Cassazione e nel processo amministrativo; misure organizzative sia per i tribunali ordinari sia per quelli amministrati dall’altra.

Misure processuali

L’intervento riguarda il processo di legittimità davanti alla Cassazione, oberata da 100 mila ricorsi civili. Il dato principale è l’estensione del procedimento camerale (senza udienza pubblica e possibilità di interloquire per i difensori, che potranno inviare memorie scritte) alla trattazione dei ricorsi in materia, salva la possibilità delle parti di richiedere il passaggio in udienza.

Altre misure estendono i casi di definizione del procedimento mediante ordinanza incentivando così forme sintetiche di motivazione e affidano direttamente al presidente, eliminando il rito camerale, l’ordine di integrazione del contraddittorio o il rinnovo delle notifiche. Si interviene anche sul cosiddetto «filtro» dei ricorsi, in ottica di semplificazione, affidando maggiori poteri al presidente, eliminando la fase di interlocuzione, semplificando la rimessione del ricorso alla sezione di merito.

Quanto al processo amministrativo, il decreto modifica diverse disposizioni del codice del processo amministrativo relative al domicilio digitale (che dovrà essere eletto dai legali), alla deroga alla regola del deposito telematico degli atti processuali (per specifiche esigenza di riservatezza) e alle copie informatiche degli atti processuali (potere del difensore di attestare la conformità delle copie informatiche di atti e documenti, anche presenti nel fascicolo informatico e anche per riproduzione fotografica), introducendo anche alcune specifiche norme di attuazione del codice e per la sinteticità e chiarezza degli atti.

Scatta l’obbligatorietà della registrazione telematica dei ricorsi, degli atti processuali e delle sentenze.

Per il passaggio all’obbligatorietà del Processo telematico si avrà tempo fino al 31 dicembre del prossimo anno.

Misure organizzative

C’è da dire che quasi tutte le misure sono temporanee. Vale per tre anni non rinnovabili l’applicazione dei magistrati del Massimario (con almeno due anni di servizio e la terza valutazione di professionalità) ai collegi giudicanti. Stage formativi anche in Cassazione per i laureati.

Va ancora segnalata la norma (molto discussa per la disparità di trattamento che creerebbe all’interno dell’ordine magistratuale) che dispone la proroga del pensionamento per i vertici e per gli uffici direttivi delle Supreme corti (se abbiano 72 anni entro il 2016) fino al primo dicembre 2017. Al fine di ridurre i tempi di immissione in servizio dei nuovi magistrati (concorsi 2014-2015) passa da 18 a 12 mesi la durata del tirocinio, e sarà anche consentita la nomina degli idonei al di là del numero dei posti banditi a concorso. I magistrati di prima nomina, inoltre, potranno svolgere anche le funzioni monocratiche penali.

Sono introdotti limiti alla mobilità di magistrati e personale amministrativo. Infine, è potenziato – a parità di organico – la presenza di magistrati negli uffici di sorveglianza. Aumenta anche l’organico del personale amministrativo e tecnico di Consiglio di stato e Tar. Via libera, infine, all’ufficio per il processo amministrativo a supporto dell’attività dei magistrati amministrativi.

Claudia Morelli
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