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Cassa in deroga, Fornero sblocca 200 milioni

ROMA — Dopo il pressing di Regioni e sindacati, il governo ha sbloccato i fondi per finanziare la cassa integrazione in deroga, l’ammortizzatore sociale dedicato – in genere – ai lavoratori di piccole aziende artigiane o del terziario e ai contratti atipici. Il blocco era stato “ordinato” all’Inps da una circolare del ministero del Lavoro spedita poco prima di Natale, riguardava versamenti del 2012 e del 2013, ed era stato imposto dal governo in attesa di capire quanti erano gli interessati e quanti i fondi necessari.
Ora la Fornero ha trovato parte dei finanziamenti risolvendo, almeno in modo parziale, un problema che stava trasformandosi in emergenza sociale. Il blocco infatti – che non riguardava la cassa integrazione ordinaria e straordinaria – a detta dei sindacati investiva circa centomila lavoratori. La nota inviata ieri dal Welfare autorizza il pagamento della cassa integrazione in deroga per il 2013 «mano mano che saranno sottoscritti i verbali di accordo con le singole Regioni». Per quanto riguarda il 2012 (e le prestazioni riguardanti quell’anno, ma autorizzate dalle Regioni dopo il 31 dicembre), il ministro Fornero ha precisato che – «in attesa di una completa mappatura delle esigenze residue» e dopo una «scrupolosa ricognizione delle risorse non impiegate nel quadriennio 2009-2012» – è stata individuata una copertura di 200 milioni. Il che permetterà all’Inps di avviare i pagamenti, ma «fino ad un massimo di due mensilità ».
Una quota di questi 200 milioni (20 milioni) servirà – tra l’altro a ripristinare l’incentivo all’assunzione di lavoratori licenziati per «giustificato motivo in licenziamenti collettivi plurimi» da parte delle piccole imprese.
Il passo avanti è evidente, commentano sindacati e Pd, ma l’intervento «non è risolutivo».
«Le necessità per il 2012 – fa notare Cesare Damiano, capogruppo democratico a Montecitorio – sono state stimate in 380 milioni, il ministero del Lavoro ha dato una disponibilità per 200: con queste risorse diminuisce la tensione sociale ma, visto il persistere della crisi, resta il problema di come finanziare gli ammortizzatori». Lo sblocco è «un atto dovuto, ma tardivo – precisa Maurizio Sacconi del Pdl – ora vanno rivisti anche
i comportamenti di quelle Regioni che non hanno saputo realizzare filtri adeguati per un impegno responsabile di questo strumento ». Il sindacato invece bada alle risorse: «Lo sblocco è una prima, parziale, buona notizia – nota Guglielmo Loy della Uil – ma bisogna esser certi che nessuno resti escluso dal sostegno ed evitare che si scarichino sui lavoratori diatribe fra istituzioni».

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