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Cassa depositi cambia statuto per il nuovo ad

La vita nuova della Cassa depositi e prestiti comincia il 10 luglio. Per quel giorno il cda riunito ieri ha convocato l’assemblea (il 14 in seconda convocazione) «per l’approvazione di modifiche statutarie concordate dai soci e l’adozione di decisioni sugli amministratori». E per quel giorno il Tesoro, azionista con l’80% della spa pubblica, appianerà gli ultimi ostacoli per sostituire con un anno di anticipo il presidente Franco Bassanini e l’ad Giovanni Gorno Tempini, e ampliare la missione del polmone finanziario che raccoglie il risparmio postale e lo impiega nella pubblica amministrazione (proprio ieri il cda ha approvato finanziamenti da 1,9 miliardi per «opere di edilizia scolastica, operazioni a supporto dell’export e della ricerca, sviluppo e innovazione nella cantieristica e nella meccanica»). Un accordo per l’uscita di Bassanini – che resterà consigliere del premier e presidente di Metroweb – era stato trovato dopo il suo incontro con Renzi, venerdì. Mentre la trattativa fra il Tesoro e l’ad Gorno Tempini, per una sua uscita senza strascichi e rischi di contestazioni per danno erariale della Corte dei conti sarebbe alle battute finali: il manager dovrebbe essere compensato per l’annualità aggiuntiva (nel 2014 ha guadagnato, bonus compresi, 829mila euro).
Nelle due settimane che restano all’assemblea saranno messi a punto i dettagli tecnici che porteranno alla lista dei nove amministratori della cassa, gran parte dei quali nuovi. Il Tesoro e le Fondazioni (socie con il 18% in Cdp) hanno già raggiunto l’intesa di massima. Il presidente sarà Claudio Costamagna (presidente di Impregilo-Salini).
Amministratore delegato, Fabio Gallia (ad di Bnl-Bnp Paribas). Ma poichè il banchiere piemontese è stato da poco rinviato a giudizio a Trani per una vendita di derivati ad aziende clienti di Bnl, per nominarlo sarà modificato lo statuto inserendo la “clausola etica” come quella di Enel, che abbassa i requisiti di onorabilità per Cdp. Le Fondazioni, che perdono il presidente, avranno però diritto a un vice presidente, e come oggi a due consiglieri. Ci saranno, inoltre, garanzie che la cedola di quest’anno sia almeno uguale a quella del precedente, e forse altre rassicurazioni sui dividendi e sul ruolo della Cassa. E forse entrerà nel cda una donna in più rispetto alle due attuali.
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