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Cassa Depositi accelera sulla società delle Reti

Il nome individuato non è certo dei più originali. Ma quello che conta, in questo caso, è il contenuto più che la forma. Al quartiere generale della Cassa Depositi Prestiti si accelera sul progetto Reti spa. Che sarebbe poi la “scatola” creata per contenere tutte le partecipazioni nelle società che controllano le infrastrutture pubbliche. Una sorta di holding delle reti da cui passano servizi e che devono garantire la concorrenza tra tutti gli operatori. Al momento, vi è stata collocata soltanto la partecipazione in Snam (pari a un terzo del capitale), ma Reti spa è destinata nei piani del gruppo guidato dall’ex banchiere di Intesa Giovanni Gorno Tempini molto più affollata.

Soprattutto in previsionedell’imminente decisione da parte di Telecom Italia delle scorporo della propria rete fissa. E dell’apertura del capitale della newco creata per l’occasione proprio alla società chegestisce il risparmio postale degli italiani. E che in tempi di credit crunch è diventata l’arma finanziaria a disposizione del Governo, socio di maggioranza di Cdp attraverso il ministero del Tesoro, per sostenere l’economia e l’industria reale.
E anche se i tempi per l’operazione — tra scadenze tecniche e Antitrust europeo — saranno lunghi, la Cdp cerca di farsi trovare preparata al nuovo ruolo. Reti spa è destinata così nei progetti di via XX settembre ad accogliere anche la partecipazione di controllo di Terna, la società delle rete elettrica scorporata sette anni fa da Enel, e un domani anche larete ferroviaria. Oltre alla partecipazione nelle rete Telecom, ovviamente.
Come, del resto ha fatto capire ancora ieri il presidente di Cassa Depositi, l’ex ministro Franco Bassanini. Il quale ha ribadito le condizioni per cui la società parteciperà all’operazione. Le quali rispondono all’esigenza posta dal Governo di usare il rilancio della rete come strumento anticiclico per creare occupazione e investimenti. Bassanini ha detto che l’ingresso nella newco potràavvenire soltanto «se vi saranno garanzie che la società non sarà gestita per spremere la massima redditività a breve dagli azionisti, ma per fare gli investimenti necessari» allo sviluppo della rete nonché tali da garantire «un ritorno nel lungo periodo». Bassanini ha voluto rassicurare anche glioperatori. Citando l’intervista rilasciata dall’ad di Telecom Italia Marco Patuano, Bassanini ha ricordato che il manager ha detto che «per una governance che garantisca la parità di accesso non richiede per forza che Telecom non abbia la maggioranza effettiva: ma questo è possibile — ha osservato Bassanini — se chi decide sulle regole d’accesso e chi decide sugli investimenti è indipendente e terzo».
Anche il nuovo governo Letta nominerà presto due rappresentanti, indicati dal Tesoro, nel consiglio di amministrazione della Cassa Depositi: il neo ministro Saccomanni ha espresso la richiesta di avere persone di fiducia, visto che i vertici dell’azienda sono stati rinnovati dall’esecutivo Monti nell’aprile scorso.
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