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Cassa Covid prorogata di sei settimane Blocco licenziamenti fino al 31 gennaio

Il braccio di ferro sulle risorse porta, nel decreto Ristori varato ieri dal Governo, a una mini-proroga della cassa integrazione d’emergenza, che si allunga di altre sei settimane (rispetto alle 9-10 settimane previste nelle ultime bozze). Le nuove sei settimane di ammortizzatore (costo 2,2 miliardi) sono utilizzabili dal 16 novembre al 31 gennaio 2021. E fino al 31 gennaio 2021, rispunta anche la proroga del blocco dei licenziamenti; una mossa, per la verità, un po’ a sorpresa visto che oggi, primo pomeriggio, è in calendario un incontro sul tema tra il premier, Giuseppe Conte, e le parti sociali.

Per le aziende interessate dalle restrizioni, totali o parziali, dell’ultimo Dpcm le nuove sei settimane di sussidio sono gratuite; per tutte le altre aziende che, egualmente hanno finito le precedenti 9+9 settimane di Cig Covid-19, le nuove settimane sono gratis solo se hanno subito perdite di fatturato superiori al 20% (primi tre trimestri 2020 su analogo periodo 2019). Se le perdite di fatturato sono inferiori al 20% si paga un contributo addizionale del 9%, che sale al 18% per i datori che non hanno invece subito cali del fatturato.

Per le imprese che non utilizzano l’ammortizzatore d’emergenza sono previste ulteriori quattro settimane di esonero contributivo, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già utilizzate nel mese di giugno 2020, con esclusione di premi e contributi Inail, riparametrate su base mensile.

Per le aziende interessate dal Dpcm, è un’altra novità, è prevista inoltre la sospensione dei versamenti contributivi relativi ai lavoratori per il mese di novembre.

L’obiettivo del governo è arrivare a una proroga complessiva di 18 settimane di Cig Covid-19. Le 12 settimane mancanti, e il relativo finanziamento, saranno inserite in provvedimenti successivi, in particolare nella manovra, ha confermato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

Le attuali 18 settimane previste dal decreto Agosto iniziano a scadere a metà/fine novembre per quelle imprese che le hanno chieste da luglio. E quindi da metà/fine novembre si potrà iniziare a licenziare (per inciso, il divieto di licenziamento in Italia è in vigore ininterrottamente dallo scorso 17 marzo; un unicum a livello internazionale).

Il nuovo blocco dei licenziamenti per motivi economici, individuali e collettivi, fino al 31 gennaio 2021, conferma tuttavia le eccezioni oggi previste. Dal divieto, infatti, continuano a essere esclusi i casi di cessazione d’impresa, di fallimento, di accordo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro (con il consenso, quindi, del lavoratore).

Il pacchetto di misure sul lavoro inserito nel decreto Ristori, ha spiegato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, si completa con una indennità di mille euro per i lavoratori stagionali del turismo (inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato) nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. Per i nuclei più in difficoltà arrivano due nuove mensilità del reddito di emergenza.

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