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Cassa Covid più lunga ma non a tutti

Estensione selettiva della cassa per l’emergenza Covid-19 fino alla fine dell’anno, per i soli settori più in difficoltà a causa delle chiusure per il Covid(in primis il turismo).

L’ipotesi è allo studio del governo che sta lavorando al nuovo Dl luglio con le misure a sostegno del mondo produttivo, considerando che molte imprese si troveranno presto con gli ammortizzatori sociali per l’emergenza Covid esauriti. Anche con la cancellazione del termine del 1° settembre per poter beneficiare della proroga di 4 settimane di cassa integrazione, prevista dal Dl 52 che la maggioranza ha introdotto con un emendamento al disegno di legge di conversione del Dl 34 atteso ieri sera alla Camera, il problema viene solo rinviato. Le aziende che sin dall’avvio del lockdown hanno utilizzato la cassa Covid, finanziata dalla fiscalità generale, a metà luglio avranno esaurito le 18 settimane. Ecco allora che si presenta il tema di prorogare la Cig. Ogni mese si stima costerà circa 4-5 miliardi, la proroga generalizzata potrebbe arrivare alla fine di ottobre, attingendo ai fondi del programma Sure in forma retroattiva. Inoltre i tecnici del Mef e del ministero del Lavoro considerano l’ipotesi di assicurare una copertura più lunga alla Cig alle sole aziende dei settori più colpiti dal lockdown, mentre le altre imprese potranno usare gli ammortizzatori dei periodi “normali”. «L’idea è quella di salvaguardare i settori ancora colpiti dal lockdown, prevedendo per le altre aziende un graduale ritorno alla normalità – sostiene Marco Leonardi, consigliere del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri – con l’impiego della Cig riformata sul campo per assicurare un iter più veloce nei pagamenti, assicurando alle aziende sotto i 5 dipendenti la copertura del Fondo di integrazione salariale».

Prima dovrà essere votato dal Parlamento lo scostamento di bilancio, trattandosi di interventi che richiedono un allargamento del deficit. «Bisogna assicurare la Cig fino a fine anno ai settori più colpiti – afferma la sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi-. Penso all’indotto e all’intera filiera del turismo, al settore fieristico congressuale, all’organizzazione di eventi,che vive ancora nell’incertezza sulla data di riapertura con effetti negativi sull’alberghiero e la ristorazione. Senza dimenticare il settore educativo e della formazione, delle mense e delle pulizie, fermo fino alla riapertura delle scuole». Allo studio c’è anche l’estensione fino alla fine dell’anno delle proroghe e dei rinnovi dei contratti a termine senza le causali, su cui però ci sono forti riserve dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che preme anche per la proroga del blocco dei licenziamenti. Completano il pacchetto di possibili misure gli sgravi contributivi per sei mesi per le aziende che assumono a tempo indeterminato, con l’obbligo di non licenziare per 9-12 mesi. Intanto l’Inps ha avviato i pagamenti delle prime 100mila domande di bonus da complessivi mille euro per aprile e maggio, per i lavoratori domestici .

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