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Cassa Cesena sotto indagine

Un nuovo caso di ostacolo alla vigilanza da parte di un istituto bancario. Queste almeno le ipotesi accusatorie della procura di Forlì, che, insieme al Nucleo valutario della Gdf, sta conducendo indagini relative agli ultimi bilanci e ai crediti della Cassa di risparmio di Cesena. Il secondo reato contestato è la falsa comunicazione sociale.
Ieri gli uomini del Nucleo Valutario hanno acquisito alcuni documenti negli uffici della direzione generale della banca, relativi alla distribuzione anticipata di un acconto sul dividendo dell’esercizio 2012. Agli azionisti fu distribuito un dividendo di 0,07 euro il 20 dicembre 2012 (per un ammontare di 1,9 milioni prelevati dalle riserve patrimoniali), sulla base di un progetto di bilancio che prevedeva un utile di 16 milioni. Nel marzo successivo, però, furono disposti maggiori accantonamenti sui crediti, così il bilancio 2012 fu chiuso in perdita e agli azionisti non fu distribuito alcun dividendo.
Questa è una prima ricostruzione su cui Bankitalia e la procura stanno indagando. Ma la questione potrebbe essere ancora più complessa. Ci sono anche altre attività su cui gli inquirenti stanno puntando la lente. Potrebbero infatti esserci anche prestiti concessi senza garanzie, o favorendo impropriamente qualche cliente. Non si esclude pertanto di scoprire anche condotte poco trasparenti e truffaldine, che potrebbero aprire nuove ipotesi di reato.
C’è già un indagato, ai vertici della banca, su cui per ora gli inquirenti preferiscono mantenere il riserbo. La vicenda potrebbe ingrandirsi ulteriormente, visto che si intreccia con inchieste già svolte anche da altre procure: quella di Roma, per la vicenda della banca abruzzese Tercass, e quella di Milano, relativamente ad un approfondimento sul ruolo dei confidi.
A Cesena tutto nasce da una relazione ispettiva di Banca d’Italia, poi il fascicolo è finito direttamente sulla scrivania di Sergio Sottani, il procuratore capo che coordina l’inchiesta. A inizio anno sono prevedibili ulteriori sviluppi. La Cassa di Cesena è infatti importante per il territorio, ma è stato anche un centro di interesse per altre operazioni più complesse e ramificate in altre città. Le indagini proseguono dunque.
La Gdf di Cesena e del Nucleo Valutario ieri hanno acquisito anche altra documentazione negli uffici della Banca Romagna Cooperativa, sempre con sede a Cesena. La Brc è nata nel 2008 dalla fusione di Banca Romagna Centro e Bcc Macerone ed è commissariata da più di un anno. I commissari inviati dalla Banca d’Italia, Claudio Giombini e Franco Zambon, hanno collaborato con la GdF fornendo materiale relativo alle gestioni precedenti il commissariamento.

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