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Cassa Centrale, il futuro è da sola In arrivo i risultati del test della Bce

I risultati del Comprehensive Assessment della Bce arriveranno a breve, realisticamente venerdì 25, sebbene ancora manchi la conferma formale della Bce. E lì si capirà quali saranno gli esiti per i due grandi gruppi cooperativi coinvolti, ovvero Ccb e Iccrea.

Già ora però Cassa Centrale Banca, da cui filtrano umori positivi rispetto agli esiti delle verifiche della Vigilanza, rivendica un percorso di crescita in autonomia. E dopo lo stop al deal Carige mette così indirettamente un paletto rispetto all’ipotesi di aggregazioni con altre realtà bancarie, a partire proprio dalla “cugina” Iccrea.

Nei giorni scorsi, nel quadro dell’assemblea che ha approfondito le linee guida del piano strategico 2021-2024 – che sarà presentato alla Bce, alla Banca d’Italia e al mercato nelle prossime settimane – sul tema è intervenuto il presidente Giorgio Fracalossi. «Il nostro piano strategico coniugherà le direttrici del pragmatismo con quelle della visione a medio lungo termine in una prospettiva di crescita autonoma – ha sottolineato Fracalossi – consentita dalle dimensioni, dalla solidità, dalla redditività e dai consolidati rapporti con i territori che contraddistinguono il gruppo». Diverse le aree di intervento del piano strategico, dall’accelerazione dello sviluppo commerciale all’evoluzione degli strumenti It, dall’efficientamento del modello di business all’attenzione al capitale e ai profili di rischio.

Tornando agli esami Bce, a Trento come detto c’è fiducia sull’esito positivo degli esami. «Per il gruppo bancario cooperativo il 2020 è stato un anno ancora più intenso rispetto agli altri operatori del mercato bancario in quanto siamo stati sottoposti all’esercizio del Comprehensive Assessment – si legge nelle lettera inviata ai Soci – Gli esiti ancora non sono stati comunicati ma siamo convinti che alla fine il risultato sarà positivo».

Il maxi esame della Bce – avviato a inizio 2020 e poi subito interrotto per lo scoppio pandemia per essere poi riavviato in agosto – punta da una parte ad esaminare la qualità degli attivi (Asset Quality Review) per verificare la trasparenza e la qualità delle esposizioni bancarie e, dall’altra parte, uno stress test per verificare la tenuta dei bilanci bancari in scenari ordinari e avversi. Si vedrà dunque in questi due differenti banchi di prova quale sarà la tenuta del maxi-gruppo cooperativo trentino.

Che, da parte sua, sta proseguendo nell’attività di pulizia del portafoglio crediti. Sotto la guida di Mario Sartori, il gruppo ha proseguito nelle politiche di accantonamento nel corso del 2020. E ciò ha permesso di incrementare in maniera significativa il coverage ratio dei crediti deteriorati, che è passato dal 55% di fine 2019 al 64% di fine 202, con un incremento di oltre 900 punti base. Nel contempo Cassa Centrale Banca è riuscita ad ottenere una rilevante riduzione dell’indice Npl ratio netto, che è passato dal 4,4% al 2,6 per cento.

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