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Cassa e aiuti alle imprese Il governo prepara nuove risorse nel decreto

ROMA — Prolungare tutte le misure di protezione del lavoro per altri due mesi, a partire dalla Cassa integrazione. Stanziare risorse a fondo perduto — da affiancare ai prestiti agevolati — per le imprese a copertura del calo di fatturato. E soprattutto disegnare il nuovo intervento di sostegno all’economia in “formato famiglia”. Il bonus da 600 euro crescerà a 800 euro, ma potrà salire anche oltre questa cifra in presenza di figli e sarà vincolato a un tetto di reddito. Così pure il Rem, il Reddito di emergenza di nuovo conio: una versione semplificata del reddito di cittadinanza, con meno paletti, indirizzato a tutti coloro che sono fuori da altri sostegni, come colf e badanti o disoccupati senza sussidi. La settimana che si apre oggi diventa cruciale per la definizione del “decreto Aprile”. Il governo punta ad ottenere il massimo dall’Europa, dato lo stato allarmante dell’economia italiana con la metà dei lavoratori bisognosi di aiuti, come documentato ieri da Repubblica .
«Viviamo il più grande shock dalla guerra», dice il premier Giuseppe Conte intervistato dalla Sueddeutsche Zeitung . «L’Europa ha bisogno di tutta la sua potenza di fuoco, nello specifico attraverso l’emissione di titoli comuni». Il Mes — l’ex Fondo Salva-Stati — «in Italia ha una cattiva fama», prosegue Conte che ieri ha sentito telefonicamente la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. «Non dimentichiamo che ai greci sono stati richiesti sacrifici inaccettabili perché ottenessero i crediti».
Nel giro di pochi giorni dunque il governo dovrà farsi autorizzare dal Parlamento il nuovo deficit, con uno scostamento che potrebbe farlo salire all’8% sul Pil. Presentare il Def, il Documento di economia e finanza, anticamera della finanziaria d’autunno. Superare il cruciale Consiglio europeo di giovedì 23. E infine varare il decreto di aprile con le nuove misure per un totale che già si avvicina ai 70 miliardi, dopo i 25 del Cura Italia. «Risolveremo tutti i problemi di rifinanziamento delle misure del decreto di marzo rimaste scoperte», assicura la sottosegretaria Pd al Lavoro Francesca Puglisi. Il riferimento è a quasi 580 mila lavoratori autonomi — tra iscritti all’Inps e alle Casse degli ordini professionali — rimasti in lista di attesa per i 600 euro di marzo. L’indennità, come detto, sarà potenziata anche grazie al quoziente famigliare, come pure chiede il Forum delle famiglie presieduto da Gigi De Palo. Non sarà necessario rifare la domanda per quanti — tra i 4,5 milioni che già l’hanno inoltrata all’Inps — avranno anche i nuovi requisiti: basterà aggiornarla.
Per le coperture, oltre all’extra deficit, si scommette sulle risorse europee: quelle dal fondo Sure per rifinanziare la Cassa integrazione — si stimano almeno 15 miliardi per l’Italia — e 10 miliardi di fondi strutturali Ue da riprogrammare e dirottare all’emergenza sanitaria e lavorativa in corso. Si punta poi a sbloccare 3,5 miliardi ai Comuni e sburocratizzare una serie di cantieri locali. Il dossier è nelle mani del viceministro dell’Economia, Laura Castelli (M5S).

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