Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Caso Vw, l’Europa stringe sui nuovi test

BRUXELLES – A due settimane dallo scoppio dello scandalo Volkswagen, la clamorosa vicenda è stata discussa ieri per la prima volta a livello politico e comunitario. La Commissione europea ha colto l’occasione di un incontro ministeriale in Lussemburgo per esortare i Ventotto a trovare un accordo sui nuovi test di emissione «al più presto», possibilmente in novembre. La presa di posizione è giunta mentre Volkswagen ha avvertito che sono circa 650mila i motori truccati circolanti in Italia.
«Abbiamo discusso dei nuovi test su strada per quattro anni – ha detto la commissaria all’Industria Elzbieta Bienkowska -. Vogliamo che questi siano ambiziosi. Stiamo ancora cercando un accordo su specifiche tecniche, e vogliamo concludere il negoziato al più presto, già il mese prossimo». Oggi i test si svolgono in laboratorio. Dal 2016 saranno gradualmente associati a test su strada; ma i Ventotto devono ancora trovare una intesa su come valutare i risultati dei due diversi test se dovessero divergere.
L’obiettivo è di far sì che la nuova batteria di esami entri pienamente in vigore nell’autunno 2017. Interpellata ieri sulla possibilità che si riesca ad anticipare l’entrata in vigore del nuovo meccanismo, la signora Bienkowska ha risposto: «C’è una certa pressione perché si anticipi la data di inizio. Come ho detto, però, bisogna trovare un accordo» su come valutare la divergenza tra i test. L’obiettivo dei nuovi esami è di evitare scandali come quello che sta colpendo la casa automobilistica tedesca.
Con un particolare software, Volkswagen è riuscita a truffare le autorità tedesche, riducendo le emissioni durante i test in laboratorio. Undici milioni di veicoli VW sono oggi dotati di questo programma informatico. La filiale italiana della società tedesca ha informato ieri che in Italia sono 648.458 i veicoli che saranno richiamati «per manutenzione». I richiami riguardano i veicoli equipaggiati con motori Diesel EU5 Tipo EA 189 e sono dei marchi Volkswagen, Audi, Seat, Skoda e VW Veicoli Commerciali.
«I clienti – ha detto la società – verranno informati su tempistiche e modalità dell’intervento (…) Grazie al numero di telaio sarà anche possibile escludere i veicoli che non necessitano dell’intervento». Nelle lunghe trattative tra Commissione e Consiglio relative ai nuovi esami su strada, tendenzialmente più veritieri di quelli in laboratorio, i governi hanno finora voluto evitare che nell’associare i due tipi di test si imponessero alle case automobilistiche nuovi e costosi requisiti ambientali.
I Ventotto sono stretti tra desideri contraddittori. Da un lato, c’è sempre la tendenza di trattare le case automobilistiche con i guanti, tenuto conto del loro peso nell’industria europea. Dall’altro, i Ventotto non possono apparire indifferenti o inermi davanti a una vicenda che ha colpito non poco l’opinione pubblica. Finora, l’assetto europeo ha previsto che le regole automobilistiche fossero decise a livello comunitario, ma che il loro rispetto venisse demandato alle autorità nazionali.
Consapevole della nuova sensibilità politica, Bruxelles vuole cercare di cavalcare lo scandalo per chiudere la partita negoziale sui nuovi test. Il ministro dell’Industria spagnolo José Manuel Soria ha detto che i governi dovrebbero fare in modo che i nuovi esami entrino in vigore «prima del previsto». Lo stesso ha notato il sottosegretario italiano agli Affari europei Sandro Gozi: «C’è la volontà di anticipare il processo». Non sembra che per ora sia invece d’attualità una eventuale autorità europea di omologazione.
Secondo la presidenza lussemburghese dell’Unione, i ministri hanno espresso ieri piena solidarietà alle autorità tedesche. Intanto, qui a Bruxelles ci si interroga sull’impatto che questo scandalo – per molti versi una truffa ai danni dei governi e dei consumatori – avrà sulla regolamentazione ecologica a livello europeo. I rappresentanti dell’industria temono che le forze politiche più sensibili ai temi ambientali nel Parlamento europeo possano imporre una stretta alle regole.
Intanto prosegue il riassetto al vertice della Volkswagen, dopo lo scandalo delle emissioni. Il direttore finanziario Hans-Dieter Poetsch diventerà infatti il nuovo capo del consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen. La procedura attraverso cui Poetsch lascerà l’incarico attuale per diventare membro del consiglio di sorveglianza e successivamente prenderne la guida non passerà attraverso un’assemblea straordinaria, ma attraverso il tribunale competente locale.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un passetto alla volta. Niente di clamoroso, ma abbastanza per arrivare all’11% tondo, dopo una se...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non sempre il vino corrisponde al giudizio del venditore. Ma le cifre che giovedì Mediobanca — co...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rush finale e già scontro sui nomi dei manager che dovranno guidare il Recovery plan e sui progetti...

Oggi sulla stampa