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Caso Valentino, Marzotto chiama Uckmar

Nel Day-After della bomba Valentino, una presunta maxi-evasione fiscale da 65 milioni, la famiglia Marzotto, finita nella bufera, chiama in soccorso un pezzo da novanta del calibro di Victor Uckmar, noto fiscalista. Il sequestro di beni della famiglia Marzotto, per la vendita, attraverso una scatola lussemburghese, della celebre maison di alta moda al fondo Permira, ha destato scalpore, soprattutto perché ha tirato in ballo un nome storico del capitalismo italiano: quei Marzotto, blasonata dinasty veneta dell’industria tessile, oggi divisi in tanti rami.
Proseguono le indagini (nate da una segnalazione dell’Agenzia delle Entrate) della Procura di Milano, gestite dai pubblici ministeri Laura Pedio e Gaetano Ruta; per difendersi la famiglia di Valdagno ha ingaggiato il professionista Victor Uckmar. Se lunedì, nel pieno della bagarre dopo la notizia che il gip aveva autorizzato i sequestri, la famiglia era rimasta trincerata nel silenzio, ieri a fare da portavoce, provvedendo a fornire una sua versione dei fatti, è stato quello che è in il portabandiera della famiglia, o quantomeno l’esponente di maggior spicco. Matteo Marzotto, ex presidente Enit (agenzia nazionale per il turismo creata dal Governo Berlusconi). Il figlio del conte Umberto e Marta Marzotto, animatrice delle cronache mondane, all’epoca della vendita del pacchetto del 29,5% di Valentino, finita nel mirino dei magistrati per sospetta evasione fiscale, era presidente della griffe creata dal sarto romano. La linea di difesa è stata improntata alla totale estraneità alle accuse. «Prendo atto dei provvedimenti di sequestro – ha dichiarato in una nota ufficiale -. Mi sembra opportuno solo precisare che non ricoprivo cariche operative nella società (la scatola lussemburghese Icg, Ndr), di cui ero socio di minoranza, e che ritengo, insieme alle altre persone coinvolte, di aver sempre operato nel pieno rispetto della legge, tanto che l’operazione in esame era stata ai tempi comunicata in ogni dettaglio alle autorità di borsa e alla stampa». Per questo, conclude il manager, «confido che a breve si troverà una soluzione». Proprio per questo i Marzotto hanno calato il jolly: ha ingaggiato un pool di professionisti capitanato da Uckmar. Il professore, che ha la fama di maggiore fiscalista e tributarista italiano, affiancherà dunque il team legale già sceso in campo, i due big Niccolò Ghedini e Piero Longo, rispettivamente deputato e senatore del Pdl e storici avvocati di Silvio Berlusconi.
Anche ieri intanto, secondo quanto si apprende, sono andate avanti le indagini e sono in corso tuttora sequestri sui quali c’è il più stretto riserbo. Visto che i soldi sono volati alle Cayman, dove è praticamente impossibile recuperarli, il Tribunale ha disposto di mettere sigilli su beni immobili della famiglia, a compensazione della somma che sarebbe dovuta al fisco. Tra questi il più eclatante è Villa Trissino, una dimora più simile a un castello, con oltre 50 stanze e immersa nella campagna vicentina. E poi appartamenti a cinque stelle in Veneto, come un immobile nella località vip Cortina d’Ampezzo e altri a Padova e a Roma. In totale quasi cento immobili.

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