Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il caso Usa scuote FiatChrysler Altri 7 Paesi sotto la lente Ue

Un’agenzia, battuta negli Usa la scorsa notte, ha creato molta agitazione in Borsa. Il punto è legato alla questione del negoziato tra la Fca e le autorità americane sulle emissioni e l’eventuale multa in caso di irregolarità. Colloqui e confronti sono in corso tra il gruppo automobilistico e i controllori. In Piazza Affari Fiat Chrysler Automobiles ha registrato un calo del 3,1% mentre a New York è stato più contenuto.

Il 13 gennaio scorso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva avviato un’indagine accusando Fca di aver montato sui motori di circa 100 mila Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 un software per alterare le norme sulle emissioni. Sergio Marchionne dichiarò immediatamente che nessuno del suo gruppo aveva mai agito in tal senso, rendendosi disponibile in prima persona a collaborare sia con l’Epa (Agenzia federale del governo tra i cui scopi rientra la protezione dell’ambiente e della salute) sia con la Carb (California air resources board), per chiarire ogni equivoco.

Una squadra di eccellenza, ingegneri provenienti da tutti i centri ricerca di Fca nel mondo, è stabile in California per eseguire ogni tipo di test richiesto, respingendo qualsiasi ipotesi di frode. Al contrario, ormai i lavori sono nella fase finale, sul rettilineo di arrivo della certificazione. Marchionne ha precisato che «se ci fossero stati errori» sarebbe stato pronto a correggerli, ma, con fermezza assoluta, dichiara anche che «questa vicenda non ha nulla a che vedere con altri casi».

Per quanto riguarda l’inchiesta in Europa, in un documento della Commissione europea si legge che l’8 dicembre scorso Bruxelles ha avviato procedure di infrazione nei confronti di sette Stati Membri — Germania, Regno Unito, Spagna, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Grecia, Lituania — che avrebbero rilasciato omologazioni per i motori diesel non in regola. Successivamente, la Commissione ha anche annunciato di aver modificato le linee guida per interpretare i regolamenti sulle emissioni, approvate anni prima.

Ora, sempre la stessa Commissione europea ha attivato una nuova procedura di infrazione a carico dell’Italia, nonostante la chiusura positiva, lo scorso febbraio, del processo di mediazione su richiesta della Germania, che ha assolto completamente i veicoli incriminati di Fiat Chrysler Automobiles.

Nel complesso si ha sensazione che la Commissione sulla questione delle emissioni voglia allargare il campo. Tra un Parlamento europeo che l’accusa di non aver costituito presidi blindati, di non aver vigilato adeguatamente per la corretta esecuzione degli stessi e di non aver monitorato sufficientemente gli Stati Membri, la Commissione si trova in evidente difficoltà.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’assemblea della Popolare di Sondrio, convocata l’11 maggio, avrà per la prima volta in 150 an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo mesi di battaglia legale e mediatica, Veolia e Suez annunciano di aver raggiunto un accordo per...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La sfida all’ultimo chip tra Stati Uniti e Cina sta creando un «nuovo ordine mondiale dei semicon...

Oggi sulla stampa