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Caso Ntv:« Basta ostacoli ai nostri treni»

Un appello al premier Matteo Renzi e ai ministri competenti, affidato alle pagine dei giornali, perché «prendano ogni opportuna iniziativa, nel rispetto della imparzialità e del libero mercato tante volte evocato» e una querela al senatore Maurizio Gasparri (FI) che su Twitter ha consigliato ai viaggiatori di non comprare i biglietti di Ntv, definendola un’azienda «quasi fallita». 
Ecco la controffensiva di Ntv, la compagnia privata dell’Alta velocità, che definisce «sconcertanti e reiterate» le affermazioni del senatore, contro cui ha deciso di tutelare la propria immagine «e soprattutto quella degli oltre 6 milioni di passeggeri che, nonostante la sorprendente posizione contraria assunta da un’alta carica istituzionale, hanno scelto e continueranno a scegliere Italo».
A questi passeggeri si rivolge l’appello apparso oggi sui giornali in cui si rivendica l’«eccellente operazione» di un pugno di azionisti che hanno investito «oltre un miliardo per lanciare la concorrenza nell’Alta Velocità», trovando però «ostruzionismi di ogni tipo» da parte del concorrente pubblico e il mancato intervento di «parte della politica che con il monopolio spesso condivide privilegi e reciproci favori». Concetto ribadito ieri in un’intervista all’Ansa dal presidente Antonello Perricone, che ha definito «sorprendente che nessuno della politica abbia reagito (alle dichiarazioni di Gasparri, ndr ) anche arrivando a chiedere, per esempio, le sue dimissioni».
Perricone si è detto «soddisfatto» di come sta andando la domanda di mercato nel 2014: «Quest’anno supereremo i 6,5 milioni di viaggiatori. Abbiamo però – ha aggiunto -, e questo è innegabile, problemi di regolazione del settore». Il riferimento è sia al costo del pedaggio dei treni che, secondo Ntv che ha fatto ricorso all’Antitrust, non è trasparente ed è di molto superiore a quello europeo, sia al livello delle tariffe della concorrenza, anche questo denunciato all’Autorità della concorrenza, perché sarebbe artificiosamente tenuto basso.
«Una cosa però deve essere chiara – ha spiegato Perricone -: nonostante i tanti ostacoli e regole del gioco che cambiano (in peggio) ogni giorno, Ntv non molla. Rimarremo in pista, anche per evitare all’Italia l’onta del fallimento della più importante liberalizzazione degli ultimi vent’anni, ed è davvero paradossale che a preoccuparsi di questo debba essere un’impresa privata e non il governo stesso».
Circa i tagli di 300 dipendenti ventilati, il presidente ha detto che «tutti, azionisti, dipendenti, fornitori, stanno facendo la propria parte per salvaguardare la qualità del servizio».

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