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Caso Mediaset-Vivendi, Berlusconi jr in procura

L’amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, è stato sentito ieri in procura a Milano come persona informata dei fatti dai magistrati che indagano sul tentativo di scalata al gruppo da parte di Vivendi. Il manager si è presentato al Palazzo di Giustizia insieme al pool di legali della società di Cologno Monzese: l’avvocato Niccolò Ghedini, che rappresenta Fininvest, l’avvocato Salvatore Pino, legale di Mediaset, e Pasquale Straziota, direttore dell’ufficio legale del gruppo televisivo.

All’uscita, Berlusconi jr ha ribadito che non c’è nessuna trattativa tra Mediaset e Vivendi: ha infatti scosso la testa per rispondere ai giornalisti che lo aspettavano fuori dalla porta del pm Silvia Bonardi, dove è stato ascoltato per meno di due ore. «Non posso dire nulla, sono qui come teste. È tutto coperto da segreto», si è limitato a dire uscendo.

L’inchiesta vede indagati, con l’ipotesi di manipolazione del mercato, Vincent Bollorè e Arnaud De Puyfontaine, rispettivamente, presidente e amministratore delegato di Vivendi. L’indagine era stata avviata a metà dicembre dopo che Mediaset aveva presentato un esposto a Procura, Consob e Agcom.

Il gruppo dell’ex premier, Silvio Berlusconi, accusa Vivendi, che ha rastrellato il 29,9% dei diritti di voto di Mediaset, di avere disdetto a luglio il contratto per rilevare il 100% della pay tv Mediaset Premium per far scendere artificiosamente il titolo e poi lanciare la scalata a prezzi decisamente «a sconto». Tra le altre persone ascoltate come testimoni delle scorse settimane dagli inquirenti milanesi, alcuni dirigenti di Mediaset (il direttore finanziario nonché presidente di Premium, Marco Giordani, il direttore dell’ufficio legale Straziota) e il produttore cinematografico franco tunisino, Tarak Ben Ammar, che aveva svolto il ruolo di intermediario tra Mediaset e Vivendi nella trattativa per la cessione della pay tv ai francesi.

L’affare Premium è anche al centro di un contenzioso civile. Infatti Mediaset ha chiesto ai francesi un risarcimento danni non inferiore al miliardo e mezzo di euro. La causa riprenderà il prossimo 24 ottobre. Prima, il 21 aprile, è attesa la decisione dell’Agcom che potrebbe stabilire che il gruppo francese ha violato la norma che impedisce gli intrecci tra telefonia e televisione.

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