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Caso FonSai, sette avvisi di garanzia

Prende forma il nuovo filone d’inchiesta nell’ambito delle indagini in corso a Torino sulla gestione del Gruppo FonSai negli anni 2008-2011. Accanto ai reati di falso in bilancio e ostacolo all’attività di vigilanza, sui quali si indaga dalla scorsa estate, ieri mattina sono stati notificati sette avvisidi garanzia per infedeltà patrimoniale (articolo 2634 del Codice civile) a Jonella, Giulia e Paolo Ligresti, Fausto Marchionni, Emanuele Erbetta, Antonio Talarico e Vincenzo La Russa. In sostanza, tutti i componenti del Comitato esecutivo del gruppo negli anni 2008-2011, già iscritti nel Registro degli indagati per gli altri due reati.
Al centro dell’inchiesta della Procura di Torino – coordinata dal procuratore aggiunto Vittorio Nessi e dal sostituto procuratore Marco Gianoglio – le alterazioni della riserva sinistri del Gruppo e le operazioni immobiliari gestite dalla compagnia, operazioni per le quali gli inquirenti ravvisano un forte conflitto di interesse, visto l’ingente passaggio di denaro da Fonsai a società riferibili alla stessa famiglia Ligresti.
Tra le numerose operazioni sotto la lente di Procura e Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Torino, spicca proprio l’acquisizione del pacchetto azionario di Atahotels, società di proprietà del Gruppo Ligresti che gestiva, con contratti di locazione, l’attività alberghiera in immobili Fonsai, con quest’ultima che ha finanziato, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, aumenti di capitale per 12 milioni nel 2009, 30 nel 2010 e 36 nel 2011. L’elenco delle operazioni in conflitto d’interesse comunque contiene numerosi progetti tra Roma e Milano.
A far prendere corpo al nuovo filone d’inchiesta, le querele – una trentina – presentate nel mese di gennaio, da parte di piccoli azionisti Fonsai, coordinate dal Movimento Consumatori e da altre associazioni, per il reato di infedeltà patrimoniale. Filone da cui sono scaturite le perquisizioni e i sequestri di materiale eseguiti ieri dagli agenti del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Torino presso le abitazioni private delle persone sotto indagine, oltre che nella sede della stessa Fonsai a Torino. «Proprio su nostro impulso – ha commentato ieri Paolo Fiorio, responsabile dell’Osservatorio Credito & Risparmio del Movimento consumatori – nelle settimane scorse sono state presentate alla Procura della Repubblica di Torino numerose querele di parte degli azionisti danneggiati, con le quali venivano denunciate gravissime operazioni immobiliari in conflitto di interessi, tra le quali l’acquisto del gruppo Ata Hotel e il pagamento di consulenze milionarie a Salvatore Ligresti».
L’inchiesta torinese è stata avviata l’estate scorsa e si è concentrata su operazioni immobiliari, consulenze e contratti per servizi, stipulati dal gruppo Fondiaria Sai con società riconducibili alla famiglia Ligresti. Operazioni che avrebbero provocato danni patrimoniali alla società per decine di milioni di euro.
Le perquisizioni di ieri seguono, come ricostruisce la Guardia di Finanza di Torino, le operazioni effettuate l’anno scorso, in particolare il 2 agosto presso gli uffici di Fondiaria Sai a Torino e Milano, il 23 ottobre negli uffici dell’Isvap a Roma ed il 19 dicembre nel centro Information Tecnology di Fonsai, sempre a Torino.
Proprio nel mese di ottobre, le indagini si sono allargate anche al presidente dell’Isvap, Giancarlo Giannini, indagato per concorso in falso in bilancio, per presunti inadempimenti e ritardi, nel periodo 2009-2011, nell’esercizio dell’azione di vigilanza su Fondiaria.

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