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Caso Bulgarella Unicredit a giorni “taglia”i manager. Consob in azione

Unicredit stringe i tempi per il ricambio manageriale da contrapporre al caso Bulgarella, che espone a danni reputazionali il gruppo e la sua governance in un momento delicato, a due settimane dal piano strategico chiamato a rilanciare la redditività dell’istituto.
Ieri in banca ci sono state alcune riunioni tra alti dirigenti, per giungere prima possibile – si dice già entro fine settimana – al chiarimento chiesto dall’ad Federico Ghizzoni, che dovrebbe modificare i rapporti tra il cda e le prime linee e fare piazza pulita del trio di operatori che si era esposto per ravvivare il dossier creditizio e problematico da 53 milioni – giaceva tra gli incagli del gruppo- intestato all’imprenditore siciliano Andrea Bulgarella, che gli inquirenti di Firenze accusano di legami con il boss mafioso Matteo Messina Denaro.
Ai piani alti dell’Unicredit tower l’intenzione resta quella di sostituire il capo dei rischi Massimiliano Fossati e quello dei crediti alle imprese italiane, Alessandro Cataldo. Per il nuovo incarico di capo dei rischi potrebbe spuntarla Andrea Varese, che dal 2009 riveste la funzione nella controllata Hvb. Quanto a Mercuri, l’assistente storico del vicepresidente Fabrizio Palenzona che nelle intercettazioni aveva caldeggiato la ristrutturazione dei debiti di Bulgarella, è stato estromesso dalla banca giorni fa, benché non ne sia dipendente.
Sulla banca è crescente anche l’attenzione di Consob, dopo quelli di Bce e Bankitalia, che hanno chiesto in tempo reale i verbali del cda di metà ottobre e quelli dell’audit interno. Così ha detto ieri il presidente Giuseppe Vegas: «Consob ha acceso un faro, chiesto chiarimenti. Oggi c’è una riunione, vediamo cosa succede e che cosa dichiareranno».
Ieri Ghizzoni ha incassato il sostegno di Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica e socio con il 2% di Unicredit, dettosi «non preoccupato » dal caso: «Le banche basta che facciano i numeri. La reputazione ormai conta poco». E sull’ad: «Per me è buono, preferisco i manager che vengono dalla gavetta».
Ieri i difensori di Palenzona hanno depositato al tribunale del riesame la sua memoria difensiva: «La Procura dice che è stato approvato il piano di risanamento Bulgarella, mentre è vero esattamente il contrario», hanno scritto i suoi legali Massimo Dinoia e Nino D’Avirro, per cui le delibere del comitato crediti della banca del 23 aprile, 16 giugno e 1° luglio 2015 riservano «sonore bocciature» al dossier dell’affidato: «Gli organi ispettivi della banca hanno detto che tutto è stato fatto in modo perfetto».
All’uscita dal Riesame, Bulgarella è apparso come un fiume in piena: «Ero amico di Giovanni Falcone – ha detto ai cronisti – Sono nato in Sicilia e non conosco un solo mafioso». E su Palenzona: «Non lo conosco. L’ho visto due volte, una in un bar a Roma e una da lontano».
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