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Cashback, corsa a ostacoli Si tratta sulla proroga a gennaio

La situazione è in lento miglioramento. Sembra il bollettino meteo il bilancio della seconda giornata del cashback, il piano lanciato dal governo per spingere i pagamenti con moneta elettronica. Per gran parte della giornata di ieri l’app Io ha continuato a impallarsi, rendendo impossibile la registrazione di nuove carte di credito e bancomat. Troppe richieste, una piattaforma tarata per un traffico più basso. E, nonostante si ripetesse che tutti i problemi erano stati superati, l’app è andata a singhiozzo. L’aggiornamento rilasciato nel pomeriggio ha migliorato le cose. Ma non tutti i problemi sembrano ancora risolti.

A fine giornata il bilancio arriva da Palazzo Chigi: «Alle 17 sono circa 2,8 milioni i cittadini iscritti al programma per un totale di 3,1 milioni di strumenti di pagamento attivati», non solo sull’app Io ma anche su altri canali paralleli, compreso quello di Poste. La presidenza del consiglio sottolinea che il «servizio di registrazione si sta stabilizzando» ma «è possibile che alcuni utenti riscontrino ancora difficoltà poiché è in fase di smaltimento la coda dei rallentamenti accumulati».

Il punto è che questa prima edizione del cashback ha una durata breve, servono almeno dieci acquisti tra l’8 e il 31 dicembre. Perdere anche solo tre o quattro giorni potrebbe far desistere qualcuno dal partecipare. E per questo resta l’ipotesi di una proroga fino alla Befana, che pure il governo considera complicata in tempi così stretti. L’associazione dei consumatori Codacons studia una class action, cioè un’azione legale collettiva. Mentre si apre un nuovo fronte polemico, quello della tutela dei dati visto che — come sottolinea Azione, il partito di Carlo Calenda — l’infrastruttura « si avvale di fornitori residenti in Paesi extra Ue dove il livello di protezione non è ritenuto adeguato rispetto alla regolamentazione europea». Una preoccupazione che il governo considera infondata. Resta il fatto che la falsa partenza del cashback non prepara al meglio il terreno per una nuova app legata al Covid, quella per prenotare il vaccino in arrivo. Un ulteriore motivo di irritazione per il premier Giuseppe Conte.

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