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Il cash pooling va in bilancio

Nuova voce in bilancio per il cash pooling, esenzione dal costo ammortizzato per i titoli a breve termine e dividendi contabilizzati nell’esercizio in cui sorge il diritto a riceverli: sono le tre principali novità contenute, rispettivamente, nelle bozze dei nuovi Oic 14, 20 e 21 divulgati ieri, nel quadro della pubblica consultazione finalizzata all’aggiornamento delle regole contabili post dlgs 139/2015, dall’Organismo italiano di contabilità.

Lo standard numero 14, dedicato alla valutazione e rappresentazione in bilancio delle disponibilità liquide, detta precise disposizioni in merito alla classificazione dei crediti vantati verso la società del gruppo che gestisce, per esempio attraverso i cosiddetti contratti di cash pooling, la tesoreria delle imprese a questo appartenenti. Se tali accordi presentano condizioni simili a un deposito bancario, qualora il rischio di controparte sia insignificante, si è presenza di negozi assimilabili a un conto corrente bancario: i crediti verso la società che gestisce la tesoreria di gruppo, che non possono essere comunque collocati fra le disponibilità liquide, possono essere classificati in una voce ad hoc delle «Attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni» denominata C.III.7 «Attività finanziarie per la gestione accentrata della tesoreria».

L’Oic 20 – Titoli di debito detta le regole applicative del criterio del costo ammortizzato, novità introdotta dal dlgs 139/2015, per valutare i titoli di debito immobilizzati (a cui non si applica, come ricordato nella bozza dello standard, l’obbligo previsto invece per crediti e i debiti di tenere conto del fattore temporale nel presupposto, visto il tipo di strumento finanziario, che gli interessi da questo generati siano in linea con i tassi di mercato). Il nuovo criterio non si applica sia nelle ipotesi in cui gli effetti siano irrilevanti ai sensi del comma 4 dell’art. 2423 c.c., per esempio qualora i costi di transazione o premi/scarti di sottoscrizione o negoziazione risultino non significativi, che con riferimento ai titoli di debito detenuti in portafoglio per un periodo inferiore ai 12 mesi.

Lo standard numero 21, dedicato alla valutazione e rappresentazione in bilancio delle partecipazioni, cambia infine le regole per la contabilizzazione dei dividendi da partecipazioni. Viene infatti eliminata la possibilità di rilevarli già nel periodo amministrativo di maturazione dei relativi utili, a condizione che il bilancio della controllata fosse stato approvato dal suo organo amministrativo prima della data di approvazione del bilancio da parte dell’organo amministrativo della controllante. Esiste ora una sola modalità di rilevazione dei dividendi da partecipazioni: la loro rilevazione nell’esercizio in cui l’assemblea della partecipata delibera la distribuzione degli stessi, ossia nel periodo amministrativo in cui sorge il diritto a ricevere il dividendo (la partecipante iscriverà perciò il credito per gli utili nello stesso esercizio la partecipata rileverà il relativo debito).

Le bozze dei nuovi Oic 14, 20 e 21 sono disponibili per il download sul sito dello standard setter (http://www.fondazioneoic.it) e rimarranno in pubblica consultazione per eventuali osservazioni non oltre il 15 luglio 2016.

Mascia Traini

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