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Casella di posta sbagliata? Udienza annullata

Se la notifica dell’udienza dell’appello viene inviata ad una casella di posta elettronica certificata diversa da quella del difensore legale l’udienza viene annullata. Soprattutto se l’avviso, piuttosto che inviarlo al proprio legale di fiducia, viene inviata a un notaio. Così si esprime la quinta sezione penale della suprema corte di cassazione, nella sentenza 40159/2018, in cui una donna propose ricorso contro la ricezione «anomala» dell’avviso di fissazione dell’udienza. Infatti la donna vide che la notifica, piuttosto che essere indirizzata presso la casella di posta certificata del proprio avvocato difensore dove aveva espresso il proprio domicilio legale, arrivò dirimpetto a un notaio che non c’entrava niente con l’affaire in corso. Da qui i motivi di doglianza, lamentati davanti gli scranni della Suprema corte di cassazione di piazza Cavour. «L’omesso avviso dell’udienza al difensore di fiducia tempestivamente nominato dall’imputato o dal condannato», chiosano in punto di diritto i supremi giudici, «integra una nullità assoluta ai sensi degli artt. 178, comma 1, lett. c) e 179, comma 1 del codice di procedura penale, quando di esso è obbligatoria la presenza, a nulla rilevando che la notifica sia stata effettuata al difensore d’ufficio e che in udienza sia stato presente un sostituto nominato ex articolo 97, comma quarto». Partendo quindi da questo fatto incontrovertibile, i giudici hanno sentenziato che «dagli atti risulta che l’avviso dell’udienza dinanzi alla Corte d’appello», proseguono gli ermellini, «è stato notificato all’unico difensore di fiducia dell’imputata presso un indirizzo di posta elettronica non riferibile al legale. Ne discende», concludono i supremi giudici, «che la sentenza impugnata va annullata con rinvio per il giudizio ad altra sezione della Corte d’appello». Nulla allora vale «la rideterminazione in senso favorevole all’imputata il trattamento sanzionatorio, per effetto dell’esclusione della recidiva», in relazione al reato di cui agli articoli 624 e 625, comma primo, numero 4, del codice penale. Tutto da rifare quindi, anche l’invio corretto delle notifiche dei tribunali nei confronti degli imputati ai destinatari giusti.

Francesco Barresi

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