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Case e negozi divisi dagli aiuti sugli affitti

Qualche aiuto in più per gli affitti, ma con le solite differenze tra abitazioni e locali commerciali. E senza intervenire sul controverso blocco degli sfratti.

Il capitolo delle locazioni non sfugge alla girandola di ritocchi introdotti con la conversione del decreto Sostegni bis (dopo il voto della Camera, il testo è atteso mercoledì all’ok definitivo del Senato e non cambierà più).

Ancora un tax credit

Tra le modifiche votate a Montecitorio, c’è il settimo cambiamento (in 14 mesi) alla disciplina del tax credit sulle locazioni commerciali. Un ritocco che, comunque, è positivo. L’agevolazione viene estesa alle imprese che svolgono attività di commercio al dettaglio – esclusi quindi i grossisti – e che nel 2019 avevano ricavi oltre i 15 milioni di euro.

Il bonus si applica ai canoni di locazione pagati da gennaio a maggio 2021, a patto che l’impresa abbia subìto un calo di almeno il 30% del fatturato medio mensile nell’anno “pandemico” (dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021) rispetto alla media dei 12 mesi precedenti. Il credito d’imposta vale il 40% del canone, ridotto al 20% per le attività iniziate dal 2019 (che però non devono avere il calo di fatturato).

Contratti da rinegoziare

Nel frattempo viene rivista anche una norma tutto sommato singolare, quella che invita le parti a un «Percorso condiviso per la ricontrattazione delle locazioni commerciali» (l’articolo 6-novies del decreto Sostegni-1, in vigore solo dal 22 maggio e già modificato).

La versione originale diceva che «locatario e locatore sono tenuti a collaborare tra di loro per rideterminare il canone di locazione», in tutti i casi in cui l’inquilino sia stato duramente colpito dalla crisi e dalla pandemia. Ora, invece, si dice che le parti sono chiamate (non più «tenute») a collaborare in buona fede per una riduzione temporanea di massimo cinque mensilità nel 2021.

Inoltre, si individuano in modo molto restrittivo le situazioni di sofferenza che fanno scattare questa “chiamata”: perdita media mensile di almeno il 50% nel periodo “esteso” (1° marzo 2020-30 giugno 2021 rispetto al periodo 1° marzo 2019-30 giugno 2020); chiusura obbligatoria per almeno 200 giorni anche non consecutivi dall’8 marzo 2020; nessun sostegno da parte dello Stato né altri strumenti di supporto economico-finanziario concordati con il locatore.

Insomma, basterebbe aver percepito un contributo a fondo perduto per neutralizzare la norma. Che comunque – va sottolineato – sollecita soltanto, ma non impone, la rinegoziazione.

Stride il contrasto con gli affitti abitativi, per i quali c’è un contributo a fondo perduto riservato a chi ha ridotto il canone nei Comuni ad alta tensione abitativa (previsto dal decreto Ristori dello scorso anno). Un contributo che è pari al 50% teorico della riduzione concessa per il 2021, fino a un massimo di 1.200 euro per locatore, e ha una dote di 100 milioni.

Per le domande c’è tempo fino al prossimo 6 settembre. Ma se tutti i richiedenti applicassero, ad esempio, uno sconto di 200 euro al mese per l’intero 2021, il bonus basterebbe per 83.333 locatori. Altrimenti – se le richieste fossero di più – il contributo verrebbe ridotto in proporzione dalle Entrate. Il che rappresenta certo un elemento di incertezza rispetto al tax credit locazioni, che non ha importi massimi e non rischia il décalage.

Sfratti e Imu

Sul fronte abitativo, nella conversione del decreto Sostegni bis non ha trovato spazio l’eliminazione del blocco degli sfratti (attualmente prorogato al 30 settembre o al 31 dicembre prossimi a seconda della data di adozione del provvedimento di rilascio). Se ne parlerà, come annunciato nei giorni scorsi dal sottosegretario alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, in un provvedimento urgente allo studio del Governo.

Intanto, come parziale contropartita, i possessori di case interessate dal blocco degli sfratti ottengono l’esenzione dall’Imu per il 2021. Siccome la conversione del Sostegni bis arriva dopo la scadenza della prima rata (16 giugno), chi ha già pagato avrà diritto al rimborso. Ma per conoscere le modalità si dovrà aspettare un decreto del ministro dell’Economia.

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