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Case e Monti-bond, si cambia ancora

Saltano la vendita delle case degli enti agli inquilini e i Monti-bond per il Monte dei Paschi, resta invece la proroga di 5 anni per le concessioni balneari mentre arriva la autorità nazionale anticorruzione.
Con queste modifiche il maxiemendamento sullo Sviluppo si presenterà oggi in aula al Senato per il voto di fiducia. Sugli alloggi delle casse previdenziali è arrivato ieri il parere negativo della relazione tecnica paventando «un rischio di sostenibilità finanziaria» per il pagamento delle pensioni dei professionisti in quanto «comporterebbe meno entrate». Questo è bastato al governo per ritirare l’emendamento «ordinatorio» anche se era stato approvato in commissione durante la notte di martedì.
Nonostante il rischio multa per l’Italia da parte di Bruxelles fino a 650 mila euro al giorno per ogni giorno in più (oltre a una somma forfettaria di 9 milioni di euro), conteggiato dalla Ragioneria generale dello Stato e spiegato al question time dal ministro per lo Sviluppo Corrado Passera, il governo ha deciso di non stralciare l’emendamento approvato in commissione Industria che fornisce agli stabilimenti balneari altri 5 anni di tempo (in realtà 7 perché scattano dal 2015, ndr) prima di mettersi in regola con le norme europee che prevedono gare per rilasciare le concessioni.
Le lobby dei «bagnini» si sono dovute dunque accontentare di questa mini-proroga e rinunciare al colpo basso di ottenere un rinvio di 30 anni. Ma ci sarà tempo per rimediare. Lo fa capire il senatore Pd Andrea Marcucci, secondo il quale «per discutere la tenuta di migliaia di piccole imprese e l’ammortamento degli investimenti fatti, mi auguro con risultati migliori, ci penserà la prossima legislatura». Nel frattempo confida che la Ue possa chiudere un occhio in virtù della «specificità del caso italiano».
Il governo ha invece dovuto fare retromarcia sui cosiddetti Monti-bond di 3,9 miliardi per aiutare il Monte dei Paschi di Siena. La commissione Bilancio del Senato ha bocciato l’emendamento presentato dal governo con la motivazione formale che non aveva la relazione tecnica. Ma il ministro del Tesoro Vittorio Grilli non desiste e si augura che nei prossimi giorni arrivi una soluzione. «Stiamo parlando sia con la Commissione sia con Mps — ha precisato a margine di un convegno organizzato dal Corriere della Sera —. Spero di arrivare presto a una conclusione positiva». Probabilmente utilizzando un altro veicolo normativo. Anche il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo si è augurato una soluzione precisando che «se non ci sono ostacoli i Monti bond dovrebbero entrare nel ddl di Stabilità».
Via libera invece all’autorità nazionale anticorruzione con il compito di «rafforzare la trasparenza e la correttezza del complesso sistema dei rapporti tra cittadini, mondo delle imprese e pubblica amministrazione». Qualche aggiustamento di forma per la spending review sui generici. Il medico nella ricetta potrà indicare il medicinale generico o di marca, ma in questo secondo caso è tenuto a dare una motivazione. Sul fronte finanziario cambia il quadro normativo delle banche popolari. Sale infatti dallo 0,5 all’1% il tetto delle quote azionarie mentre le fondazioni bancarie potranno arrivare fino al 3%.

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