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Case, barche, telefoni e pay-tv ecco il redditometro scova evasori

«GENTILE contribuente, a quanto ci risulta il suo tenore di vita supera di almeno il 20 per cento il reddito che Lei dichiara. La invitiamo a presentarsi agli uffici dell’Agenzia delle entrate per chiarire la situazione». Arriveranno ad ottobre, al termine di un lavoro di selezione che comincia da oggi, le prime lettere del Fisco ai contribuenti «sospetti» di barare sul tavolo delle tasse.
L’operazione «redditometro», da tempo annunciata, poi diventata legge alla fine dello scorso anno, scatta ufficialmente con la firma, ieri, da parte del direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera, della circolare operativa.
Da oggi dunque gli analisti del fisco cominceranno ad incrociare elementi in grado di rivelare il tenore di vita dei contribuenti e i guadagni dichiarati con la denuncia dei redditi. Come si individuerà il tenore di vita? I tecnici dell’Agenzia si faranno un quadro patrimoniale del contribuente (si parte dal 2009) consultando l’Anagrafe tributaria (immobili e mezzi di trasporto) oppure passando al setaccio le denuncie dei redditi (attraverso l’evidenza di deduzioni e detrazioni), inoltre verificheranno incrementi patrimoniali e di risparmio grazie alla nuova anagrafe dei conti correnti che consente al fisco di conoscere i «saldi» di fine anno.
Naturalmente chi ha case, barche e auto di lusso spende anche di più. Dunque, si calcolerà anche quanto serve per mantenere questi beni: dalla bolletta telefonica a quella elettrica alla pay-tv. Nel calcolo entrerà di tutto: dall’istruzione per i figli alle iscrizione ai circoli sportivi, dalle assicurazioni al conto del garage.
Chi supera del 20 per cento le spese sarà chiamato a giustificare il reddito che manca alla sua denuncia dei redditi. Potrà dire che i soldi vengono da cedole di Bot (tassati alla fonte), oppure che viene mantenuto da un genitore o da un ricco zio. Se convincerà il fisco, la partita finirà lì. Altrimenti si terrà un nuovo contraddittorio. Se anche in questa caso le spiegazioni risulteranno «deboli» scatterà l’accertamento fiscale vero e proprio.
Scompare, o almeno resta sullo sfondo, l’attribuzione di un reddito presunto al contribuente sulla base di una media Istat, calcolata in base alla zona in cui si risiede e a 55 famiglie tipo. Un meccanismo eccessivamente automatico e «presuntivo» che aveva suscitato polemiche e che sarà utilizzato dall’Agenzia delle entrate solo di fronte al contribuente «reticente» che non è in grado di giustificare né spese né entrate.
Autunno caldo anche per i grossi contribuenti: l’Agenzia ieri ha anche annunciato il piano di lotta all’evasione del 2013: si impernierà su indagini finanziarie sui lavoratori autonomi e «tutoraggio » sui 3.200 big industriali. La strategia consiste in un monitoraggio costante del comportamento fiscale di questi soggetti da parte di strutture dedicate dell’Agenzia così da individuare tempestivamente fattori di rischio come fenomeni di «pianificazione fiscale aggressiva», ovvero l’elusione.

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