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Casa, validi i modelli per pagare l’Imu. Via ai centri di ascolto

ROMA — I modelli F24 per il pagamento dell’Imu già compilati restano validi e saranno accettati dalle banche e dagli sportelli delle Poste anche se non portano l’indicazione del numero delle rate per il pagamento. L’Agenzia delle Entrate, che solo due giorni fa ha deciso di modificare il modello per il pagamento dell’Imu inserendo i termini della dilazione, ha inviato ieri al sistema bancario una nota in cui si chiede di accettare in ogni caso i versamenti, che per la giornata di ieri erano stati bloccati dai sistemi informatici.
Il disguido è stato segnalato ieri dal Caf delle Acli all’Agenzia delle Entrate. Alcuni contribuenti, cui il Caf aveva già consegnato il modello F24 per il pagamento dell’Imu senza l’indicazione del numero delle rate, si sono visti respingere l’operazione allo sportello. I sistemi informatici, infatti, non accettavano i vecchi moduli senza la modifica apportata appena due giorni fa al modello F24 per indicare il numero delle rate. «Un cambiamento repentino e inaspettato, comunicato in ritardo e in modo contraddittorio, senza nessun tipo di indicazione o avviso preliminare che mettesse in allerta gli operatori del settore» ha denunciato Michele Mariotto, vicepresidente nazionale del Caf Acli.
Subito sono stati chiesti chiarimenti e presi provvedimenti, per evitare che circa un milione e mezzo di modelli F24 già compilati secondo i vecchi criteri finissero al macero. «Il problema relativo ai codici tributo dell’Imu è in via di soluzione» ha fatto sapere ieri in tarda serata il Coordinatore della Consulta nazionale dei Caf, Valeriano Canepari, spiegando che l’Agenzia delle Entrate ha già preso gli opportuni provvedimenti.
E sempre ieri l’Agenzia ha lanciato altre due iniziative per favorire la ricostruzione di un rapporto con i contribuenti reso molto problematico dalle nuove regole sulla riscossione dei tributi e dalla crisi dell’economia. La società controllata Equitalia ha deciso di aprire 100 uffici, uno in ogni capoluogo di provincia, per ascoltare e dare assistenza ai cittadini anche nelle situazioni più complesse. Gli uffici, che in una decina di città sono aperti da qualche settimana, hanno già affrontato circa 2 mila casi sottoposti da altrettanti contribuenti, fornendo indicazioni e soluzioni su problemi complessi e delicati (come la rateizzazione di alcuni debiti fiscali che ha permesso di disattivare la procedura di vendita coatta di un immobile). Nello stesso tempo, l’Agenzia delle Entrate ha deciso di rafforzare e intensificare il dialogo con il movimento «Imprese che resistono», nato per dar voce alle imprese colpite dalla crisi economica. L’idea è quella di rafforzare il canale di comunicazione tra le sedi territoriali dell’Agenzia e di Equitalia e i referenti locali dell’associazione, per aprire anche a favore delle imprese dei «punti d’ascolto» sull’intero territorio nazionale.

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